Differenze tra le versioni di "James Hillman"

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*Un uomo è convinto di essere morto. Dice ai familiari: "Sono morto" e i familiari lo mandano da uno specialista. Subito tra medico e paziente incomincia un'accanita discussione. Il medico fa appello ai sentimenti dell'uomo verso la vita, verso la famiglia. Poi prova a farlo ragionare, dimostrandogli l'intrinseca contraddizione di una frase come "Sono morto": i morti non sono in grado di dire che sono morti, perché è appunto in questo che consiste l'essere morti. Alla fine il medico ricorre all'evidenza dei sensi. Domanda all'uomo: "I morti sanguinano?". "Certo che no" risponde l'uomo, spazientito dall'ottusa dabbenaggine della mente dei medici. "Lo sanno tutti che i morti non sanguinano". Al che il medico gli punge un dito. Ne esce una goccia di sangue. "Ma guarda un po', chi l'avrebbe mai detto" esclama l'uomo. "I morti sanguinano, eccome". Incorreggibile. Le percezioni e i ragionamenti confermano anziché contraddirla, l'idea di essere morto. Il sentimento, la ragione e i dati di fatto collaborano alla costruzione di un sistema di difese volte a spiegare l'esperienza primaria, un'esperienza primaria che è uno stato di conoscenza, una realtà noetica dentro la quale il paziente è fissato e che conferisce significato a tutti gli altri eventi. "L'ambiente offre un mondo di nuovi significati. Tutta l'attività di pensiero è pensiero intorno ai significati ... Si ha una conoscenza diretta e intrusiva del significato e questa appunto, in se stessa, è l'esperienza del delirante". La [[paranoia]] è un disturbo del significato. (da ''La vana fuga dagli dei'')
 
== ''Un terribile amore per la guerra'' ==
=== [[Incipit]] ===
C'è una battuta in una scena del film ''Patton, generale d'acciaio'', che da sola riassume ciò che questo libro si propone di capire. Il generale Patton ispeziona il campo dopo una battaglia. Terra sconvolta, carri armati distrutti dal fuoco, cadaveri. Il generale solleva tra le braccia un ufficiale morente, lo bacia, e, volgendo lo sguardo su quella devastazione, esclama: «Come amo tutto questo. Che Dio mi aiuti. Lo amo più della mia vita.»</br>Se non entriamo in questo amore per la guerra, non riusciremo mai a prevenirla né a parlare in modo sensato di pace e disarmo. Se non spingiamo l'immaginazione dentro lo stato marziale dell'anima, non potremo comprenderne la forza di attrazione. In altre parole, occorre «andare alla guerra», e questo libro vuole essere una chiamata alle armi per la nostra mente. E non andremo alla guerra «in nome della pace», come tanto spesso una retorica ipocrita proclama, ci andremo in nome della guerra: per comprendere la follia del suo amore.
 
=== Citazioni ===
*''Il turbamento che ci prende quando sentiamo dire «la [[guerra]] è normale» deriva dalla confusione insita nell'uso di quell'aggettivo. «Normale» può essere inteso in due modi, che tendono a fondersi insieme ingenerando in noi l'impressione che ciò che è normale (medio) è anche standard e giusto, ovvero è il giusto parametro. [...] Nella seconda accezione «normale» rimanda a «ideale». Vi si sente ancora la radice della parola: retto, corretto, esatto; ma adesso questi termini descrittivi, tecnici sono normalizzati in metafore. «Norma» oggi significa parametro, paradigma: un'immagine precostituita stabilisce la norma, il modello, la regola. [...] Quando i due significati si fondono in riferimento alla guerra, allora la descrizione del combattimento diventa prescrizione del combattimento. Ciò che «dovrebbe» essere (ciò che è giusto che sia) diventa «ciò che fa la maggioranza»''.<ref name=corsivo>Corsivo nel testo.</ref>
*''Gli scrittori, specialmente gli scrittori di [[pace e guerra|guerra]], non creano ma ricreano, e la lettura è insieme ricreazione e ri-creazione di ciò che è sfuggito alla presa del presente per nascondersi nei recessi dell'anima, di ciò che è rimosso, dimenticato. Il nome di questo vuoto fatto di amnesia è «[[pace e guerra|pace]]», la cui prima concisa definizione è «assenza di guerra». In senso estensivo, così il vocabolario definisce la pace: «libertà da, o cessazione di, guerre o ostilità; la condizione di una nazione o comunità che non è in guerra con un'altra». E ancora: «libertà da conflitti o perturbazioni, specialmente come condizione individuale; tranquillità, serenità»''.<ref name=corsivo/>
*''E se la terra volesse la guerra? Come si spiega il fatto che Ares sia anche un antico dio dell'agricoltura? E che a Marte sia assegnato un suo appezzamento, in campagna, fuori le mura della città? A chi si sforza di comprendere la furia della [[guerra di secessione americana]], e anche la composta, paziente sopportazione di quella guerra, che andò avanti per quattro anni, arrivando a toccare la Florida e il Nuovo Messico (oltre diecimila distinti scontri armati in cui rimasero uccisi oltre seicentomila uomini e ragazzi), le motivazioni di solito elencate non paiono all'altezza di tanta carneficina''.<ref name=corsivo/>
{{NDR|James Hillman, ''Un terribile amore per la guerra'', trad. Adriana Bottini, Adelphi Edizioni}}
*La cosa più importante è che la depressione è un'affezione endemica collettiva. Ee noi la sentiamo e pensiamo che sia soltanto dentro il nostro cervello,. “nella"Nella... mia famiglia, nel mio matrimonio, nel mio lavoro, nella mia economia”economia"... Abbiamo portato tutto questo dentro un "me". Invece, se c’èc'è un ''Anima Mundi'', se c'è un'Anima del Mondo - e noi facciamo parte dell’Animadell'Anima del Mondo - allora ciò che accade nell’Animanell'Anima esterna accade anche a me, e io avverto l’estinzionel'estinzione delle piante, degli animali, delle culture, dei linguaggi, dei costumi, dei mestieri, delle storie... Stanno tutti scomparendo. Per forza la mia Anima prova un sentimento di perdita, di solitudine, di isolamento, di lutto, e di nostalgia, e di tristezza: è il riflesso in me di una condizione di fatto. E se non mi sento depresso allora sì che sono pazzo! Questa è la vera malattia! Sarei completamente escluso dalla realtà di quello che sta succedendo nel Mondo, la distruzione ecologica.<ref>JamesDa Hillmanun'intervista intervistato dadi [[Silvia Ronchey]], ([https://www.youtube.com/watch?v=y6YZqhhx4ZQ video disponibile su ''YouTube.com'']).</ref>
 
== Note ==
<references/>
 
== Bibliografia ==
* James Hillman, ''Un terribile amore per la guerra'', traduzione di Adriana Bottini, Adelphi Edizioni, Milano 2005, ISBN 88-459-1954-4
* James Hillman, «''An Essay on Pan''», in ''Pan and the Nightmare'', New York, Spring, 1972, pp. 3-65.
 
== Altri progetti==
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