Differenze tra le versioni di "Georg Trakl"

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*Sublime è il silenzio della foresta, buio inverdito e i muscosi animali, che svolazzano in alto, quando scende la notte. Oh! l'orrore, poi che ogni essere conosce la sua colpa, va per sentieri di spine. Così trovò egli nel roveto la bianca figura della bimba, sanguinante pel manto del suo fidanzato. Ma egli stava sepolto nella sua chioma d'acciaio muto e dolorante innanzi a lei. Oh gli angeli raggianti, che il vento purpureo della notte disperse. La notte abitava egli in grotta di cristallo e la lebbra cresceva, d'argento, sulla sua fronte. Ombra, scendeva egli l'ultimo sentiero sotto stelle autunnali. (da ''Sogno e ottenebramento'',<ref> In ''Poesie'', 1997, p. 117.</ref>)
*Amara è la morte, il cibo degli oppressi di colpa; nella bruna ramura del tronco franavano ghignando i volti di terra. Ma sommesso cantava quegli nell'ombra verde del lilla, quando si destava da sogni maligni; soave compagno di giochi gli s'avvicinava un angelo roseo, così ch'egli, mite fiera, si assopiva incontro alla notte; e vedeva il viso stellare della purità. D'oro piegavano i girasoli sulla siepe del giardino, come veniva l'estate. Oh l'alacrità delle api e la verde fronda del noce, i temporali trascorrenti. Argenteo fioriva anche il papavero, recava in verde pisside i nostri notturni sogni di stelle. (da ''Sogno e ottenebramento''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 121.</ref>)
*''Ombre voi dalla luna intrecciate, | rompenti in sospiri nel vuoto critallo | del lago montano. (da ''La sera''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 143.</ref>)
*Lungo l'orlo della selva io voglio andare creatura taciturna cui dalle mani senza parola il sole crinito è calato; straniero sul colle serale, che piangendo solleva le palpebre sulla città di pietra; fiera immobile nella pace dell'antico sambuco; oh, senza quiete origlia il capo che ormai il crepuscolo avvolge, o seguono i passi esitanti la nuvola azzurra sul colle, severe costellazioni. (da ''Rivelazione e tramonto''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 153.</ref>)
*''Sempre ritorni tu, malinconia. | O dolcezza del cuore solitario. | Muore avvampando una giornata d'oro. || Chi pazienta si china umile al duolo, | sonante d'armonia, di tenue insania. | Ecco, già scende l'ombra.'' (da ''In un vecchio album''<ref>In ''Poesie'', 1974, p. 31.</ref>)
*La poesia di Trakl non la capisco. Però il suo ''tono'' mi rende felice. È il tono delle persone veramente geniali. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*La poesia parla da un'ambiguità ambigua.<br/>Ma questi plurisensi del dire poetico non si scindono in un multisenso indeterminato. Il tono plurisenso della poesia trakliana proviene da una radunata, cioè da un unisono che, per sé, rimane sempre indicibile. Il plurisenso di questo dire poetico non è l'imprecisione del lasciar correre, bensì il rigore dell'{{sic|accattato}} impegno all'accuratezza della ''giusta visione.''<br/>Spesso ci riesce difficile tracciare i limiti fra questo dire plurisenso, in sé assolutamente sicuro, che distingue le poesie di Trakl, e la lingua di altri poeti, la cui molteplicità di significati deriva dalla indeterminata incertezza dell'andare tentoni dei poeti, perché le mancano la poesia vera e propria e il suo luogo. Il rigore, unico nel suo genere, del linguaggio essenzialmente plurisenso di Trakl è, su un piano superiore anche ad ogni esattezza tecnica del concetto, soltanto scientificamente univoco. ([[Martin Heidegger]])
*Mi figuro che perfino chi gli sia vicino, premuto, per così dire, contro lastre di vetro, avverte queste vedute e queste intenzioni come uno che ne sia escluso; infatti le esperienze di Trakl si svolgono come in visioni riflesse ed empiono tutto il suo spazio che è inaccessibile. (Chi sarà stato mai?). ([[Rainer Maria Rilke]])
*Nato a Salisburgo, morto a Cracovia: frammezzo sta la vecchia Austria. Alcuni a Vienna e Innsbruck e Berlino lo conoscevano. Pochi sanno chi sia stato, pochi conoscono la sua opera e sanno che in Austria nessuno ha mai scritto versi più belli dei suoi. ([[Albert Ehrenstein]])
*Se [[Franz Kafka|Kafka]], allora quasi sconosciuto, è, secondo una bella parola di [[Hermann Hesse]], «il celato sovrano della prosa tedesca», Trakl appartiene ai principi occulti della germanica poesia. [...] Egli rialzò la lira, dove [[Friedrich Hölderlin|Hölderlin]] l'aveva lasciata cadere. [...] Trakl è la voce più cupa del mio coro. È ancora canto il suo? Spesso non è che un balbettio. Con bocca balbettante annuncia i terrori del dissolvimento, della corruzione. La forma si dissolve in un crepuscolo purpureo. Egli mi addusse ai misteri crepuscolari. ([[Klaus Mann]])