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inserisco citazioni.
*''Voi grandi città | su pietra innalzate | nella pianura! | Così senza parola segue | il senza patria | dalla scura fronte il vento, | gli alberi nudi sulla collina. | Voi, dalla luce incerta all'orizzonte, fiumi! | Poderoso soverchia | tetro, vesperale rosso | nelle nubi di tempesta. | Voi moribonde nazioni ! | Pallida onda | che s'infrange sulla riva della notte, | cadenti stelle.'' (''Occidente, 3, a [[Else Lasker-Schüler]] in venerazione.''<ref>Citato in Georg Trakl, ''Liriche scelte'', a cura di Pietro Tripodo, Salerno Editrice, Roma, 1991, pp. 73-74, ISBN 8884020778</ref>)
*''Di nuovo vagando nell'antico parco, | oh, calma dei gialli e rossi [[fiore|fiori]], | anche voi in lutto, voi dolci dèi, | e l'autunnale oro dell'olmo. | Immobile spicca nell'azzurrino stagno | la canna, a sera ammutolisce il tordo. | Oh! curva allora anche tu la fronte | dinanzi al marmo diroccato degli avi.'' (''Nel parco''<ref>In Georg Trakl, ''Poesie'', a cura di [[Leone Traverso]], prefazione di Italo Alighiero Chiusano, Fabbri Editori, collana ''I grandi classici della poesia'', RCS libri, Milano, 1997, p. 49. Le poesie di Georg Trakl, tradotte da Leone Traverso sono disponibili nell'edizione Passigli, Firenze, 1992.</ref>)
*Che t'inchioda sulla scala diroccata, nella casa dei tuoi padri? Un nero di piombo. Che sollevi con mano d'argento agli occhi; e le palpebre ripiombano come ebbre di papavero? Ma traverso il muro di pietra tu vedi il cielo stellato, la Via Lattea, Saturno; rosso. Furioso al muro di pietra picchia l'albero spoglio. Tu su scalini in rovina: albero, stella, pietra! Tu, azzurra fiera, che sommessa trema; tu, il pallido sacerdote che la scanna sul nero altare. Oh il tuo sorriso nel buio, triste e cattivo, che un bimbo nel sonno impallidisce. Una rossa fiamma balzava dalla tua mano e una farfalla s'abbruciava. Oh il flauto della luce; oh il flauto della morte. Che t'inchiodava sulla scala in rovina nella casa dei tuoi padri? Là alla porta picchia un angelo con dito di cristallo.(Da ''Metamorfosi del male''<ref>In Georg Trakl, ''Poesie'', a cura di [[Leone Traverso]], prefazione di Italo Alighiero Chiusano, Fabbri Editori, collana ''I grandi classici della poesia'', RCS libri, Milano, 1997, pp. 88-89. Le poesie di Georg Trakl, tradotte da Leone Traverso sono disponibili nell'edizione Passigli, Firenze, 1992.</ref>)
*Lungo l'orlo della selva io voglio andare creatura taciturna cui dalle mani senza parola il sole crinito è calato; straniero sul colle serale, che piangendo solleva le palpebre sulla città di pietra; fiera immobile nella pace dell'antico sambuco; oh, senza quiete origlia il capo che ormai il crepuscolo avvolge, o seguono i passi esitanti la nuvola azzurra sul colle, severe costellazioni. (da ''Rivelazione e tramonto''<ref>In Georg Trakl, ''Poesie'', a cura di [[Leone Traverso]], prefazione di Italo Alighiero Chiusano, Fabbri Editori, collana ''I grandi classici della poesia'', RCS libri, Milano, 1997, p. 153. Le poesie di Georg Trakl, tradotte da Leone Traverso sono disponibili nell'edizione Passigli, Firenze, 1992.</ref>)
*''In scura terra riposa il sacro straniero. | Dalle dolci labbra il dio gli prese il lamento, | quando egli cadde nel fior degli anni. | Un fiore azzurro | sopravvive il suo canto nella notturna casa dei dolori.'' ( ''A Novalis'' (seconda versione)<ref>In Georg Trakl ''Poesie'', introduzione, traduzione e note di Ervino Pocar, Rizzoli, Milano, 1974, p. 137</ref>)
 
{{Int|Riportate in [[Rainer Maria Rilke]], ''Poesie''|Traduzioni di [[Giaime Pintor]]}}