Differenze tra le versioni di "Frank McCourt"

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Ehi, prof!
(Ehi, prof!)
===Excipit===
Recitammo un'Ave Maria ma non bastava. Alla spicciolata eravamo usciti dalla chiesa pur sapendo che in quell'abbazia antica sia lei che noi avremmo trovato conforto e dignità nelle preghiere di un prete, giusto requiem per una madre di sette figli. <br> Pranzammo in un pub sulla via di Ballinacurra e da quanto mangiammo, bevemmo e ridemmo nessuno avrebbe detto che avevamo appena sparso ai quattro venti nostra madre, un tempo gran ballerina alla Wembley Hall e da tutti conosciuta per come cantava una bella canzone, oh, se solo fosse riuscita a riprendere fiato.
 
==''Ehi, prof!''==
*Teenager? Noi in Irlanda li vedevamo nei film americani, scontrosi, arrabbiati, al volante di una macchina, e non capivamo perché fossero scontrosi e arrabbiati. Avevano da mangiare, da vestirsi e da spendere, e con tutto ciò trattavano male i genitori. In Irlanda, nel mio mondo, i teenager non esistevano. Nel mio mondo uno era un ragazzino. Andava a scuola fino a quattordici anni, e se trattava male i genitori si beccava una bella cinghiata sul muso e finiva a gambe all'aria all'altro capo della stanza. Cresceva, si trovava un lavoro di fatica, si sposava, il venerdì sera si faceva la sua birra al pub dopodiché, sempre il venerdì sera, saltava addosso alla moglie e la metteva eternamente incinata. Qualche anno dopo emigrava in Inghilterra dove faceva il muratore o si arruolava nelle forze armate di Sua Maestà per difendere l'Impero. (p. 29)
*Quando prendi l'abitudine di farti l'esame di coscienza è difficile smettere, specie se sei bambino, cattolico e irlandese. Se fai una brutta cosa ti guardi dentro l'anima e vedi una cancrena di peccati. Vedi tutto diviso tra peccati e non peccati e quest'idea puoi portartela dietro anche tutta la vita. Poi, quando diventi grande e ti allontani dalla Chiesa, il ''mea culpa'' diventa un fievole sussurro del passato. C'è ancora, ma tu sei più maturo e non ti lasci spaventare tanto facilmente. (p. 49)
*I genitori che devono far uscire di casa i figli la mattina hanno poco tempo per scrivere una giustificazione che in ogni caso è destinata a finire nella spazzatura. Sono così stressati che diranno al figlio: Oh, tesoro mio, ti serve la giustificazione per ieri? Allora scrivila tu che poi io la firmo. La firmano senza neanche guardarla ed è un peccato, non sanno cosa si perdono. Se riuscissero a leggerla scoprirebbero che i loro figli sono tra i più fini prosatori americani: i loro testi sono scorrevoli, inventivi, chiari, avvincenti, fantasiosi, lucidi, persuasivi ed efficaci. (p. 109)
*Non è obbligatorio essere povero, cattolico e irlandese per essere infelice, ma almeno ti dà uno spunto per scrivere e un pretesto per bere. Alt. Ritiro ciò che ho detto. Cancellate la parte sul pretesto. (p. 237)
*Gli adolescenti non sempre amano essere spediti per mari di incerte congetture; si accontentano di sapere che la capitale dell'Albania è Tirana. (p. 242)
*Tra parentesi devo congratularmi con me stesso per non aver mai perso la capacità di farmi un bell'esamino di coscienza. Ho il dono di sentirmi inadeguato e in difetto. Perché temere le critiche quando il primo a sparare a zero sono io? Vinco la gara a mani basse. Raccogliete le scommesse. (p. 255)
 
 
==Bibliografia==
*Frank McCourt, ''Le ceneri di Angela'', traduzione di Claudia Valeria Letizia, Adelphi, Milano 1999<sup>11</sup>. ISBN 8845913198
*Frank McCourt, ''Che paese, l'America!'', traduzione di Claudia Valeria Letizia, Adelphi, Milano 2000. ISBN 8845915573
*Frank McCourt, ''Ehi, Prof!'', traduzione di Claudia Valeria Letizia, Adelpghi, Milano 2006. ISBN 8845921182
 
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