Differenze tra le versioni di "Jacques Monod"

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'''Jacques Lucien Monod''' (1910 – 1976), biologo francese, premio Nobel per la medicina.
 
==''Il Casocaso e la Necessitànecessità''==
''Saggio sulla filosofia naturale della biologia contemporanea.''
 
*Il candore di uno sguardo nuovo (quello della [[scienza]] lo è sempre) può talvolta illuminare di luce nuova antichi problemi. (dalla ''Prefazione'')
'''Copyright''': Mondadori, Milano, 1996, traduzione a cura di Anna Busi.
*La [[modestia]] si addice allo scienziato, ma non alle idee che sono in lui e che egli ''ha il dovere'' di difendere. (dalla ''Prefazione'')
 
*Il postulato di oggettività è consostanziale alla [[scienza]] e da tre secoli ne guida il prodigioso sviluppo. È impossibile disfarsene, anche provvisoriamente, o in un settore limitato, senza uscire dall'ambito della scienza stessa. (cap. I, 3)
*L'invarianza precede necessariamente la teleonomia. Per essere più espliciti, si tratta dell'idea darwiniana che la comparsa, l'evoluzione e il progressivo affinamento di strutture sempre più fortemente teleonomiche sono dovuti al sopraggiungere di perturbazioni in una struttura ''già dotata della proprietà di invarianza'', e quindi capace di "conservare il caso" e di subordinarne gli effetti al gioco della selezione naturale. (cap. II, 1)
*L'atteggiamento fondamentale dell'animismo (così come intendo definirlo qui) consiste nel proiettare nella natura inanimata la coscienza che l'uomo possiede del funzionamento intensamente teleonomico del proprio sistema nervoso centrale. (cap. II, 3)
*Ogni legge [[fisica]], come del resto ogni sviluppo matematico, definisce una relazione di invarianza; le proposizioni più fondamentali formulate dalla scienza sono postulati universali di conservazione. (cap. VI, 1)
*Fra tutti i concetti di natura scientifica, quello del [[caso]] distrugge più degli altri ogni antropocentismo ed è il più intuitivamente inaccettabile da parte di quegli esseri profondamente teleonomici che siamo noi. (cap. VI, 3)
*L'evoluzione della biosfera è dunque un processo necessariamente irreversibile ''che definisce una direzione nel tempo'', direzione che è ''identica'' a quella imposta dalla legge dell'aumento dell'entropia, cioè dal secondo principio della termodinamica. (cap. VII, 1)
*Noi vogliamo essere necessari, inevitabili, ordinati da sempre. Tutte le religioni, quasi tutte le filosofie, perfino una parte della scienza, sono testimoni dell'instancabile, eroico sforzo dell'umanità che nega disperatamente la propria contingenza.
*Dobbiamo tenerci sempre in guardia da questo senso così forte del destino. Il destino viene scritto nel momento stesso in cui si compie, e non prima. Il nostro non lo era prima della comparsa della specie umana [...] L'universo non stava per partorire la vita, né la biosfera l'uomo. Il nostro numero è uscito alla roulette: perché dunque non dovremmo avvertire l'eccezionalità della nostra condizione, proprio allo stesso modo di colui che ha appena vinto un miliardo?
*Le [[società]] moderne devono la loro potenza materiale a quest'etica fondatrice della conoscenza, e la loro debolezza morale ai sistemi di valori, distrutti dalla conoscenza stessa e ai quali esse tentano ancora di riferirsi. Questa contraddizione è fatale, e scava quella voragine che vediamo aprirsi sotto di noi.
*L'[[etica]] della [[conoscenza]] è anche, in un certo senso, conoscenza dell'etica, delle pulsioni, delle passioni, delle esigenze e dei limiti dell’essere biologico. Nell'uomo essa sa riconoscere l'animale, non assurdo ma strano, prezioso per la sua stessa stranezza; un essere che, appartenendo contemporaneamente ai due regni – la biosfera e il regno delle idee – è al tempo stesso torturato e arricchito da questo dualismo lacerante che si esprime nell’arte, nella poesia e nell'amore umano.
 
{{NDR|Jacques Monod, ''Il caso e la necessità'', traduzione di Anna Busi, Mondadori, Milano 1970.}}
 
{{wikipedia}}