Differenze tra le versioni di "Michele Valori"

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*Incontro alla nuova sede dell'ufficio speciale del Piano Regolatore di Roma [[Amerigo Petrucci]], Sindaco di Roma. Il suo studio, arredato con i soliti mobili di finta pelle, è buffo. Sul tavolo cavalli d'argento che reggono un lume, orrendo. Due belle carte di Roma, una famosa di Nolli. Espongo il mio progetto: tutto bene, ci vorranno almeno due anni prima di cominciare! Marini Dettina è il cliente più amabile che io abbia mai trovato. Petrucci dice che ci dobbiamo vedere presto. "Quando vuole Lei, rispondo, sono quasi 12 mesi che non ci vediamo per parlare un po' di urbanistica". "Sempre polemico" dice lui. Ci vedremo presto. Vedremo. Ma che ci diremo non si sa.
*Io sono nato il 23 giugno 1923. Dal 28 ottobre 1922, da otto mesi, poco meno, [[Benito Mussolini]] era salito al potere con la sua solita ridicola marcia su Roma, fatta in vagone letto. Penso Mussolini in pigiama, o forse in camicia (non nera, speriamo!) farsi la barba la mattina del 27 ottobre all'arrivo a Roma, dopo la sveglia del conduttore, con il giornale ed il caffè! Otto mesi dopo, in Piazza Calderini sono nato: e debbo quindi arguire di essere stato concepito un po' prima di quei fatidici giorni, in una Bologna ormai attesa al destino, ormai quasi pacificata, in vista di un futuro finalmente pieno di promesse. Alla fine di settembre del 1922, mio padre {{NDR|[[Aldo Valori]]}} era ancora al [[Resto del Carlino]], il giornale degli agrari emiliani e romagnoli, il giornale liberal-massonico-conservatore che Missiroli aveva diretto e Monicelli spinto verso il fascismo alla fine di un processo di evoluzione incerto e prudente, ma senza speranza di liberazione dell'ormai decisiva rivoluzione reazionaria. Mio padre si trovò coinvolto in quella vicenda. Mi sono chiesto spesso negli ultimi anni dopo la seconda guerra mondiale, perché il babbo aderisse al fascismo. Se ripenso a tutta la vicenda, durata in fondo pochi anni, debbo concludere che noi non comprenderemo mai completamente questo dramma. Il babbo, per educazione e carattere, per formazione culturale e morale, non poteva essere fascista nel senso che ha acquistato in seguito questa parola. Estraneo ad ogni violenza, mansueto di carattere e di modi, anche se molto passionale ed impulsivo, (specialmente negli anni della giovinezza e della maturità), non poteva trovare la sua adesione al Fascismo squadrista. Né poteva trovare, romantico e liberale com'era affinità con il Mussolinismo (culto puerile e comodo della personalità).
*L'aeroporto di Praga è come i nostri, non si nota alcuna differenza. Solo i [[Cecoslovacchia|Cecoslovacchi]] amano il mosaico di grès bianco, mi sembra eccessivamente. Lo mettono dappertutto per rivestire. Dentro, fuori, sopra sotto, negli aeroporti, nelle case, nelle scuole, nei cessi, negli uffici, in Parlamento, ci foderano tutto. (da una lettera alla moglie del 20 gennaio 1970)
*L'architettura nasce dalla civiltà di un popolo, da un'industria attrezzata, da scuole serie e selezionatrici, dall'educazione della gente, dall'onestà delle imprese, da buone semplici sensate legislazioni e da un minimo di fede nell'avvenire.
*L'intellettuale americano è un individuo molto astratto, estremamente tormentato. Non riesce a liberarsi dell'America e vorrebbe. Si vergogna di non poterci capire e ci invidia la nostra sciatteria, e il nostro scetticismo.
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