Differenze tra le versioni di "Indro Montanelli e Marco Nozza"

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*{{NDR|Garibaldi}} Era un uomo d'azione all'eterna ricerca di un ideale che giustificasse l'azione. (cap. VII, p. 131)
*[[Giuseppe La Farina|La Farina]] era linguacciuto e vanaglorioso, non godeva nessun credito presso i suoi compaesani, e Garibaldi e [[Francesco Crispi|Crispi]] lo detestavano. (cap. XV, p. 381)
*Per un momento ci fu il pericolo – o la speranza – che Garibaldi rinnegasse in maniera clamorosa e definitiva la causa del Piemonte e dei Savoia e prendesse la testa dei suoi vecchi compagni radicali accorsi in massa a Napoli. C'erano i due santoni del federalismo, [[Carlo Cattaneo|Cattaneo]] e [[Giuseppe Ferrari|Ferrari]]; [...] c'era soprattutto il dinamico e autorevole [[Agostino Bertani|Bertani]], l'unico a cui Garibaldi aveva dato un posto nel governo, nominandolo segretario. Il generale sapeva che Bertani era uomo di [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], e per questo ne diffidava. Però ne subiva anche l'ascendente, specie in quel momento di furore verso [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]] e di delusione nei confronti del re [...]. (cap. XV, p. 408)
*{{NDR|Garibaldi}} Aveva per esempio un debole per [[Nino Bixio|Bixio]], il suo figliolo discolo, ma raramente ne sollecitava il parere. In qualche occasione politica in cui Bixio si prese la libertà di esprimerne uno, il generale gli rispose:<br />"Tacete, Bixio, queste non sono cose per voi..."<br />E Bixio tacque, perché questo guerrigliero irruente, d'un coraggio a tutta prova, implacabile col nemico e talvolta perfino sanguinario, davanti al suo generale diventava un pulcino bagnato. (cap. XV, pp. 418-419)
*{{NDR|[[Giuseppe Sirtori|Sirtori]]}} Era un ex prete che aveva perso la fede, o meglio l'aveva trasferita da Dio alla patria; ma aveva conservato l'ascetismo. Sempre in lotta con l'esaurimento nervoso, si preparava alle battaglie come un tempo si era preparato alle messe, digiunando e meditando. Era un uomo malinconico, taciturno, turbato ed esangue, chiuso nel suo sacerdozio di soldato, e col goliardico ambiente legionario non si appastò mai, rimanendone sempre un po' remoto e in disparte. Dovunque apparisse, le risate si spegnevano e le bocche si chiudevano. Però le orecchie si tendevano perché le sue parole, le rare volte che ne pronunziava, facevano testo. (cap. XV, p. 419)