Differenze tra le versioni di "Eugène Delacroix"

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*L'[[avversità]] restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.<ref>Da ''Journal''.</ref>
*[[Tiziano]] è uno di coloro che si avvicinano maggiormente allo spirito degli antichi ... in tutti gli altri si direbbe che ci sia un grano di pazzia: lui solo è equilibrato e padrone di sé, della sua esecuzione, della facilità che non lo domina mai e di cui non fa sfoggio. ... Egli commuove, credo, non per la profondità delle espressioni, né per una grande comprensione del soggetto, ma per la semplicità e la mancanza di affettazione. In lui le qualità pittoriche sono portate al punto massimo: quel che dipinge, è dipinto: gli occhi guardano e sono animati dal fuoco della vita. Vita e ragione sono presenti ovunque.<ref>Da ''Journal'', 1854 e 1857.</ref>
*{{NDR|Su [[Théophile Gautier]]}} Prende un quadro, lo descrive alla sua maniera, fa lui stesso un quadro che è affascinante, ma non ha fatto un atto di vera critica.
:''Il prend un tableau, le décrit à sa manière, fait lui même un tableau qui est charmant, mais il n'a pas fait un acte de véritable critique''.<ref>Citato in Lionello Venturi '' Storia della critica d'arte'', Einaudi, Torino, 1966, 266.</ref>''
*Tutta la [[natura]] porta un fardello e attende di essere consolata.<ref>Citato in ''Focus'' n. 70, p. 130.</ref>
*Visto [[Diego Velázquez|Velázquez]] [...] ecco quel che cercavo da tanti anni, un impasto netto e nello stesso tempo ricco di sfumature.<ref>Da ''Journal'', 1824; citato in ''Velázquez, I Classici dell'arte'', a cura di Elena Ragusa, Rizzoli/Skira, Milano, 2003, pp. 183-188.</ref>