Tommaso Landolfi: differenze tra le versioni

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*Al mondo non sempre i buoni e i generosi hanno la ricompensa che si meritano. (da ''Il principe infelice'', Adelphi)
*Il [[bianco]] è il colore sfacciato del pudore. (da ''Racconti'', Vallecchi, 1961)
*Il diritto divino era pure un'idea: come potrebbe esserlo la sovranità popolare, che nel migliore dei casi è dell'ordine delle volgari necessità? Necessità non fa idea.<ref name=provevoce> Marcello Verdenelli, ''Prove di voce: Tommaso Landolfi'', Edizioni dell'Orso, Alessandria, 1997, p. 377.</ref>
*Il [[ricordo]] è un compromesso: gli uomini si difendono con quello. (da ''Racconti'')
*L'[[arte]] [...] si afferma, crea una nuova e più congrua realtà: sì certo, quella appunto dell'arte, che non si dà chi non sarebbe disposto a barattare contro un minuzzolo di quest'altra vile e spregiata. (da ''A caso'', Rizzoli)
*{{NDR|Si definisce}}[...] rappresentante genuino della gloriosa nobiltà meridionale. (da ''Opere'', I, Rizzoli, Milano, 1991, p. 667<ref>Citato in Luigi Matt, ''Dizionario Biografico degli Italiani'', vol. 63, 2004; disponibile su ''[http://www.treccani.it/enciclopedia/tommaso-landolfi_(Dizionario_Biografico)/ Treccani.it]''.</ref>)
*Una fede: come si può affrontare la morte senza fede (non parlo già di una fede propriamente religiosa) o senza ad essa diuturnamente e quotidianamente prepararsi? ''Estote, estote parati'', diceva quella zia, e il raddoppiamento dell'imperativo mi dava, non so perché, un'infrenabile allegria. E ancora eviterò, oggi e forse sempre, questo mio supremo argomento della morte, colla scusa della stanchezza e dell'impotenza (non ho Pascal, e avrei bisogno di rileggere quelle sue prime pagine sulla morte). (da ''Rien va'', 10 giugno 1958)
*Vi è forse qualcosa di più ignobile della democrazia?<ref name=provevoce/>
 
==''Il mar delle blatte''==
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