Differenze tra le versioni di "Giordano Bruno"

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*Nella tristezza ilare, nell'ilarità triste.
:''In tristitia hilaris, in hilaritate tristis''. (in epigrafe)
*A GLI ABBEVERATI NEL FONTE CABALLINO ''Voi che tettate di muse da mamma, | e che natate su lor grassa broda | col musso, l'eccellenza vostra m'oda, | si fed'e caritad'il cuor v'infiamma. | Piango, chiedo, mendico un epigramma, | un sonetto, un encomio, un inno, un'oda | che mi sii posta in poppa over in proda, | per farmene gir lieto a tata e mamma | eimè ch'in van d'andar vestito bramo, | oimè ch'i' men vo nudo com'un Bia, | e peggio: converrà forse a me gramo | monstrar scuoperto alla Signora mia | il zero e menchia, com'il padre Adamo, | quand'era buono dentro sua badia. | Una pezzenteria | di braghe mentre chiedo, da le valli | veggio montar gran furia di cavalli.'' (dal sonetto anteposto all'epistola, ''A gli abbeverati nel fonte cavallino'')
*Ricordatevi, Signora, di quel che credo non bisogna insegnarvi: «Il tempo tutto toglie e tutto dà; ogni cosa si muta, nulla s'annichila; è un solo che non può mutarsi, un solo è eterno, e può perseverare eternamente uno, simile e medesmo» (dall'epistola)
*Con questa [[filosofia]] l'animo mi s'aggrandisse, e me si magnifica l'intelletto. Però, qualunque sii il punto di questa sera ch'aspetto, si la mutazione è vera, io che son ne la notte, aspetto il giorno, e quei che son nel giorno, aspettano la notte. (dall'epistola)
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