Differenze tra le versioni di "Velo di Māyā"

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*Da dove viene questo velo? Si tratta di una prima illusione originaria o di un processo storico in cui si è oscurato ciò che era chiaro? Oppure si tratta di un incantesimo che crea l'illusione della creazione del mondo? La risposta manca, oppure è data in cifre che ci fanno perdere proprio ciò di cui qui si tratta: l'oltrepassamento di tutte le cifre. Ma la visione dello stato del nostro mondo e del nostro sapere ci permette un altro pensiero {{NDR|''ein andere Denken''}} che infrange il velame. Quando l'origine dell'apparenza deriva da un rivolgimento {{NDR|''Umwendung''}}, il rivolgimento del rivolgimento è la conversione del primo nell'occultamento della conversione ottenuta. ([[Karl Jaspers]])
*Il velo di Maya è stato lacerato dalla potenza imponderabile, dal vapore d'incensi, come una nube squarciata dalla folgore. ([[Giuseppe Vannicola]])
*L'antichissima sapienza indiana dice: «È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra, che egli prende per un serpente» (Questi paragoni si trovano ripetuti in luoghi innumerevoli dei Veda e dei Purana). ([[Arthur Schopenhauer]])
*''Non t'assale mai il dubbio, o sognatore, che tutto può essere velo di maya, illusione?'' ([[Walt Whitman]])
*Ripresentiamoci ancora una volta lo stato del mondo e del nostro sapere in una cifra che non fu mai tanto decisiva come questo pensiero avvertito dall'India: tutto ciò che è è occultamento. Il sapere mondano, la conoscenza degli oggetti nel mondo inserita nell'azione diretta a un fine, tutto ciò è semplicemente ignoranza, è il velo di ''Maya''. Ciò che da parte del nostro esserci è visto nel ''Maya'' come nulla, questo stesso è la verità e la pienezza dell'essere. ([[Karl Jaspers]])