Differenze tra le versioni di "Giordano Bruno"

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→‎De la causa, principio et uno: una nota doverosa per evitare fraintendimenti
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*Voglio che siano considerate due sorte di forme: l'una, la quale è causa, non già efficiente, ma per la quale l'efficiente effettua; l'altra è principio, la quale da l'efficiente è suscitata da la materia. (Teofilo: dialogo II)
*La materia della natura non ha forma alcuna assolutamente; ma la materia dell'[[arte]] è una cosa formata già della natura. (Teofilo: dialogo III)
*Cossí la forma, significata per il maschio, essendo posta in familiarità della materia e venuta in composizione o copulazion con quella, con queste parole, o pur con questa sentenza risponde alla natura naturante<ref>È il concetto di [[w:Natura naturans|Natura naturans]], che in quest'opera di Bruno fa la sua prima apparizione.</ref>: ''Mulier, quam dedisti mihi, – idest,'' la materia, la quale mi hai dato consorte, – ''ipsa me decepit: hoc est,'' lei è caggione d'ogni mio peccato. (Polihimnio: dialogo IV)<ref>Il pensiero di Polihimnio non rispecchia quello dell'autore, anzi gli è opposto.</ref>
*E li teologi, benché alcuni di quelli siano nodriti ne l'aristotelica dottrina, non mi denno però esser molesti in questo, se accettano esser piú debitori alla lor [[Bibbia|Scrittura]] che alla filosofia e natural raggione. (Teofilo: dialogo IV)
*La medesima materia (voglio dir piú chiaro) il medesimo che può esser fatto o pur può essere, o è fatto, è per mezzo de le dimensioni ed extensioni del suggetto, e quelle qualitadi che hanno l'essere nel quanto; e questo si chiama sustanza corporale e suppone materia corporale; o è fatto (se pur ha l'essere di novo) ed è senza quelle dimensioni, extensione e qualità; e questo si dice sustanza incorporea, e suppone similmente detta materia. Cossí ad una potenza attiva tanto di cose corporali quanto di cose incorporee, over ad un essere tanto corporeo quanto incorporeo, corrisponde una potenza passiva tanto corporea quanto incorporea, e un posser esser tanto corporeo quanto incorporeo. Se dunque vogliamo dir composizione tanto ne l'una quanto ne l'altra natura, la doviamo intendere in una ed un'altra maniera; e considerar che se dice nelle cose eterne una materia sempre sotto un atto, e che nelle cose variabili sempre contiene or uno or un altro; in quelle la materia ha, una volta, sempre ed insieme tutto quel che può avere, ed è tutto quel che può essere; ma questa in piú volte, in tempi diversi, e certe successioni. (Teofilo: dialogo IV)
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