Differenze tra le versioni di "Anthony de Mello"

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*«Se non odiate vostro padre e vostra madre, i vostri fratelli e le vostre sorelle, se non rinunciate per sempre a tutto ciò che possedete, non potete essere miei discepoli». Dovete abbandonare tutto. Non è una rinuncia fisica, lo capite: sarebbe facile. Quando cadono le vostre illusioni, finalmente siete in contatto con la realtà, e credetemi, non sarete mai più soli, mai più. La [[solitudine]] non si cura con la compagnia umana. La solitudine si cura attraverso il contatto con la realtà.
*La gente pensa che, senza desideri, si sia come pezzi di legno senza vita. In realtà, si perde solo la tensione. Liberatevi dalla paura di fallire, dalla preoccupazione di riuscire, e sarete voi stessi. Rilassatevi. Non guidereste, come state facendo ora, con il piede sul freno.
*C'è un'unica ragione per cui non provate quella che in India chiamiamo ''anand'', beatitudine [...], ed è il fatto che pensate o vi fissate soltanto su ciò che non avete. Se così non fosse, provereste la beatitudine. Vi fissate su quel che non avete. eppure, in questo preciso istante, avete tutto quel che vi serve per provare la beatitudine.
*Qualche volta i bambini parlano in questo modo. Un bimbo di due anni può dire: «Tommy ha fatto colazione stamattina». Non dice "io", pur essendo lui Tommy. Dice "Tommy", in terza persona. I mistici hanno lo stesso modo di sentire. Si sono disidentificati da se stessi e vivono in pace.
*La [[vita]] è un banchetto, e la tragedia è che la maggior parte della gente sta morendo di fame.
La sofferenza è il sintomo dell'allontanamento dalla realtà. la sofferenza vi viene data perchè possiate aprire gli occhi alla realtà, perchè possiate capire che da qualche parte regna la falsità, proprio come un dolore fisico si fa sentire perchè si capisca che da qualche parte c'è una malattia o un morbo. La sofferenza indica che da qualche parte c'è del falso. La sofferenza sorge quando ci si scontra con la realtà, quando la vostra falsità si scontra con la verità: allora scatta la sofferenza.
*La cosa più difficile del mondo è ascoltare, vedere. Noi non vogliamo vedere. [...] Non vogliamo guardare, perchè se lo facciamo potremmo cambiare. [...] Se si guarda, si perde il controllo di quella vita che riusciamo a tenere insieme in modo tanto precario. E dunque, per potervi svegliare, la cosa [...] di cui avete più bisogno in assoluto è la disponibilità a imparare qualcosa di nuovo.
*Preferirei mille volte sentirvi dire: «Mi sono svegliato dall'ultima volta che ci siamo visti; quello che ti ho fatto non accadrà più», piuttosto che: «Mi dispiace moltissimo per quello che ti ho fatto».
Utente anonimo