Differenze tra le versioni di "Anthony de Mello"

nessun oggetto della modifica
===Citazioni===
*Quando Gesù nacque, gli angeli cantavano la pace e quando morì ci lasciò un regalo: la sua pace. «Vi dò la mia pace». La pace è un regalo, non possiamo produrla noi, tanto meno crearla. Tutto ciò che possiamo fare è disporre i nostri cuori a riceverla.
*Osserva la creazione: alberi, uccelli, erba, animali... Sai una cosa? Tutta la creazione è colma di gioia. Tutta la creazione è felice! Si, lo so: c'è sofferenza, dolore, crescita, declino, vecchiaia e morte. Si, tutto ciò sta nella creazione, ma se voi comprendeste cosa realmente significa felicità! Solo l'essere umano ha sete, solo il cuore umano è inquieto. Non è strano? Perché l'essere umano è infelice e cosa si può fare per trasformare questa tristezza in gioia? Perché gli uomini sono tristi? Perché hanno idee distorte e atteggiamenti sbagliati. La prima idea distorta che gli uomini hanno è che gioia equivalga a euforia, sensazioni di piacere, divertimento. Con questa idea in testa gli uomini vanno in cerca di droghe e stimolanti, e finiscono con l'essere depressi. [...] La seconda idea distorta consiste nel pensare che possiamo raggiungere la nostra felicità, che possiamo fare qualcosa per afferrarla. [...] La terza e forse più determinante idea distorta sulla felicità consiste nel ritenere che essa si trovi fuori di noi, nelle cose esterne, nelle altre persone. «Cambio lavoro, così forse sarò felice»; oppure: «Cambio casa, mi sposo con un'altra persona..., così forse sarò felice», ecc. La felicità non ha nulla a che vedere con l'esterno. In genere si crede che i soldi, il potere, la rispettabilità possano rendere felici. Di fatto però non è così.
*Molte persone non sono felici, perchè impongono condizioni alla propria felicità.
*C'era un grande maestro zen, chiamato Ryokan. Costui abitava ai piedi di una montagna e conduceva una vita molto semplice. Un giorno, durante la sua assenza, un ladro entrò in casa sua, ma non trovò nulla da rubare. Mentre il ladro stava rovistando, il maestro tornò e colse sul fatto lo scassinatore. Ryokan gli disse: «Hai fatto un lungo viaggio per derubarmi, non puoi ripartire a mani vuote». E gli diede tutti i suoi vestiti e la coperta! Il ladro, sbalordito, prese i vestiti e sparì. Dopo che se ne fu andato, il maestro si sedette sulla soglia di casa, guardò la luna splendente e pensò: «Poveretto! Come mi sarebbe piaciuto potergli dare questa stupenda luna!».
*Mi ricordo di un brillante giovane rabbi, che subentrò al suo altrettanto brillante padre, anch'egli rabbi. Gli dicevano allora: «Rabbi, sei completamente differente da tuo padre!». Il giovane si mise a ridere: «Io sono esattamente uguale a mio padre! Mio padre non imitava nessuno e io non imito nessuno. Egli non era una fotocopia; e io neppure». Questo significa essere vivi, essere unici. Sganciarsi dalle voci e dal controllo remoto. E arriverete a questo osservando voi stessi.
*Le argomentazioni sono ottime, le idee anche. Ma non sono la vita! Sono straordinariamente adatte per guidarci nella vita. Ma non sono la vita. L'astrazione non è la vita. La vita si trova nell'esperienza. È come leggere un meraviglioso menu. Potete guidare la vostra vita con un menu, ma il menu non è il cibo. E se passaste tutto il tempo con un menu, non mangereste nulla. Talvolta può accadere anche di peggio. Ci sono persone che mangiano il menu. Vivono di idee e così perdono la propria vita.
*In India i mistici e i poeti si sono chiesti molte volte chi è il santo. E hanno formulato delle belle risposte: «Il santo è come una rosa». Si è mai sentito una rosa dire: «Darò la mia fragranza soltanto ai buoni e a quanti apprezzeranno il mio profumo, e negherò la mia fragranza ai cattivi»? [...] «Il santo è come un albero che offre la propria ombra sia ai buoni che ai cattivi. L'albero offre la sua ombra anche a chi lo sta tagliando. E se fosse una pianta aromatica, lascerebbe il suo profumo sull'ascia». Gesù non ci dice proprio questo quando ci ordina di essere misericordiosi come il Padre nostro celeste, che fa piovere sui buoni e sui cattivi? Che fa sorgere il sole su giusti e peccatori? Come possiamo un trovare giorno questo tipo di amore? Mediante la comprensione oppure un'esperienza mistica. Cioè? [...] Paolo afferma che tutti formiamo un solo corpo. Come il mio corpo e io non siamo due, ma siamo la stessa cosa. Io non sono il mio corpo, ma non siamo due! E quanto lo amo il mio corpo! Quando un membro o un organo del mio corpo sta male oppure è sano, io lo amo comunque allo stesso modo. Questa è la comprensione che viene concessa ad alcuni uomini fortunati. Rispetto agli altri sono diversi, ma non separati, sono un corpo solo. [...] Quando qualcuno si fa male, oppure viene colpito, e io esclamo: «Ahi!» e successo qualcosa. Mi sono identificato con lui; l'amore diventa identificazione. Possiamo fare qualcosa per ottenere questa grazia? No, è un dono. Tutto ciò che possiamo fare è prepararci. Forse non ci crederete; eppure io vi dico che, se voi sentiste e vedeste, oppure sentiste e entraste in contatto con voi stessi, allora arrivereste al silenzio e le cose vi verrebbero rivelate. Tutto ciò che possiamo fare è preparare il terreno. [...] Dio è lo Sconosciuto, Dio è il Mistero, Dio è Amore. Perciò, quando amate, diventate partecipi della divinità e della grazia.
 
==''Messaggio per un'aquila che si crede pollo''==
Utente anonimo