Differenze tra le versioni di "8½"

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*Vede, ad una prima lettura salta agli occhi che la mancanza di un'idea problematica, o se si vuole di una premessa filosofica [...] rende il film una suite di episodi assolutamente gratuiti, può anche darsi divertenti nella misura del loro realismo ambiguo. Ci si domanda: cosa vogliono realmente gli autori? Ci vogliono far pensare? Vogliono farci paura? Il gioco rivela fin dall'inizio una povertà d'ispirazione poetica... Mi perdoni, ma questa può essere la dimostrazione più patetica che il cinema è irrimediabilmente in ritardo di cinquant'anni su tutte le altre arti. Il soggetto poi non ha neanche il valore di un film d'avanguardia, benché qua e là ne abbia tutte le deficienze. Ho preso degli appunti ma non credo che le saranno utili. {{NDR|porgendo dei foglietti a Guido}} Mi rimane un po' misterioso il fatto che lei abbia pensato a me per una collaborazione che francamente non so come si potrebbe realizzare! ('''Carini''') {{NDR|a Guido}}
 
*E le capricciose apparizioni di questa ragazza della fonte cosa vorrebbero significare? Un'offerta di purezza, di calore al suo protagonista? Di tutti i simboli che abbondano nella sua storia questo è il peggiore. ('''Carini'''<ref>Guido sta leggendo gli appunti che Carini, dopo aver visionato le prime bozze della sceneggiatura, gli ha consegnato. Nel film gli appunti vengono letti con la voce di Carini.</ref>)
 
*Stai a vedere se questa adesso non mi riparla del marito, dici di no? Vedrai, vecchio Snaporaz!<ref>Snaporaz è il nomignolo fumettistico che Fellini aveva dato a Mastroianni. Tra l'altro, Snaporaz è anche il nome di un altro personaggio interpretato da Mastroianni: il protagonista de ''[[La città delle donne]]'', un film diretto dallo stesso Fellini e risalente al 1980 (ben diciotto anni dopo ''8½''). Cfr. Leonetta Bentivoglio, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/cosi-fellini-si-reincarno-nel-suo-snaporaz.html Così Fellini si reincarnò nel suo Snaporaz]'', ''la Repubblica'', 22 dicembre 1996.</ref> ('''Guido''') {{NDR|parlando a se stesso allo specchio, riferito a Carla}}
 
*Un solo grande scrittore: il [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]] dei suoi primi romanzi, e dopo un'orgia di pragmatismo, di realismo brutale. In fondo cosa vuol dire destra? Cosa vuol dire sinistra? Lei è talmente ottimista da credere che in questo mondo confuso e caotico ci sia della gente dalle idee così chiare da tenersi tutto a destra o tutto a sinistra. ('''Carini''')
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[Il Morandini]]'')
*Un film come ''8½'', a differenza di ''[[La dolce vita]]'', che è un film positivamente datato, nel senso che si riferisce a un particolare momento e luogo come se fosse una capsula del tempo, è un film universale perché potrebbe essere in un posto qualsiasi e in un momento qualsiasi. ([[Oliver Stone]])
 
==Note==
<references />
 
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