Jim Morrison: differenze tra le versioni

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*La forma dell'intervista ha i suoi ascendenti nel confessionale, nel dibattito e nel confronto incrociato. Una volta che hai detto qualcosa, non c'è modo di ritrattare. Troppo tardi. È un vero momento esistenziale.
*Non ascolto spesso la musica rock. Mi piace cantare il blues, quelle lunghe tirate libere senza un inizio o una fine predefiniti: a un certo punto il pezzo prende una certa piega e io non faccio che improvvisarci sopra. Tutti in assolo. Mi piace questo tipo di canzone: attaccare con un ritmo blues e vedere dove ti porta.
*Mantengo un [[pessimismo]] illuminato riguardo alle cose, così non resto deluso quando non vanno come voglio. Non voglio una rivoluzione. La rivoluzione non è altro che il passaggio da una corrente all'altra. E io penso che una rivoluzione in questo paese sarebbe un disastro. Vale ancora la pena di lottare per gli ideali democratici. Occorre solo cambiare qualche leader, cambiare qualche legge.
*Siamo un po' come i nostri antenati indiani: ci accomunano la paura del sesso, la pietà per i morti e un ossessivo interesse per i sogni e le visioni.
*La gente oggi vuole una band che accantoni completamente il passato e qualunque legame con il business. Una band che dica: «Lo facciamo per un motivo. Non perché vogliamo spillarvi denaro a palate dalle tasche». Vogliono sentire che il gruppo appartiene alla loro comunità, non gli interessa qualcosa che arriva dall'esterno.