Dino Compagni: differenze tra le versioni

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(Attilio Momigliano)
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*Perché i giovani è più agevole a ingannare che i vecchi, il diavolo accrescitore de' mali si fece da una brigata di giovani che cavalcavano insieme, i quali, ritrovandosi insieme a cena una sera di calen di maggio, montorono in tanta superbia, che pensorono scontrarsi nella brigata de' Cerchi e contro a loro usare le mani e' ferri. In tal sera, che è il rinnovamento della primavera, le donne usano molto per le vicinanze i balli. I giovani de' Cerchi si riscontrorono con la brigata de' Donati, tra' quali era uno nipote di messer Corso, e Bardellino de' Bardi, e Piero Spini, ed altri loro compagni e seguaci, i quali assalirono la brigata de' Cerchi con armata mano. Nel quale assalto fu tagliato il naso a Ricoverino de' Cerchi da uno masnadiere de' Donati, il quale, si disse, fu Piero Spini, e in casa sua rifuggirono. Il qual colpo fu la distruzione della nostra città, perché crebbe molto odio tra i cittadini. I Cerchi non palesorono mai chi si fusse, aspettando farne gran vendetta. (pp. 54-55)
*[...] naturalmente i [[Pistoia|Pistolesi]] sono uomini discordevoli, crudeli e salvatichi. (p. 62)
*Credete voi che la giustizia di Dio sia venuta meno? pur quella del mondo rende una per una. Guardate a' vostri antichi, se ricevettono merito nelle loro discordie: barattate gli onori che eglino acquistorono. Non v'indugiate, miseri, ché più si consuma in uno dì nella [[pace e guerra|guerra]], che molt'anni non si guadagna in [[pace e guerra|pace]]; e picciola è quella favilla, che a distruzione mena un gran regno. (p. 68)
*Uno cavaliere della somiglianza di [[Lucio Sergio Catilina|Catilina]] romano, ma più crudele di lui, gentile di sangue, bello del corpo, piacevole parlatore, adorno di belli costumi, sottile d'ingegno, con l'animo sempre intento a mal fare (col quale molti masnadieri si raunavano, e gran séguito avea) molte arsioni e molte ruberie fece fare, e gran dannaggio a' Cerchi e a' loro amici: molto avere guadagnò, e in grand'altezza salì. Costui fu messer [[Corso Donati]], che per sua superbia fu chiamato il Barone, che quando passava per la terra, molti gridavano: ''Viva il Barone;'' e parea la terra sua. La vanagloria il guidava, e molti servigi facea. (pp. 105-106)