Differenze tra le versioni di "Anna Karenina"

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[[ImageFile:AnnaKareninaTitle.jpg|thumb|Frontespizio dell'edizione russa dell'opera]]
 
[[Image:AnnaKareninaTitle.jpg|thumb|Frontespizio dell'edizione russa dell'opera]]
'''''Anna Karenina''''' (in russo ''Анна Каренина''), romanzo di [[Lev Tolstoj]] pubblicato per la prima volta nel 1877.
 
Tutto era sottosopra in casa Oblonskij. La moglie era venuta a sapere che il marito aveva una relazione con la governante francese che era stata presso di loro, e aveva dichiarato al marito di non poter più vivere con lui nella stessa casa. Questa situazione durava già da tre giorni ed era sentita tormentosamente dagli stessi coniugi e da tutti i membri della famiglia e dai domestici. Tutti i membri della famiglia e i domestici sentivano che non c'era senso nella loro convivenza, e che della gente incontratasi per caso in una qualsiasi locanda sarebbe stata più legata fra di sé che non loro, membri della famiglia e domestici degli Oblonskij. La moglie non usciva dalle sue stanze; il marito era già il terzo giorno che non rincasava. I bambini correvano per la casa abbandonati a loro stessi; la governante inglese si era bisticciata con la dispensiera e aveva scritto un biglietto ad un'amica chiedendo che le cercasse un posto; il cuoco se n'era già andato via il giorno prima durante il pranzo; sguattera e cocchiere avevano chiesto di essere liquidati.
 
{{NDR|Lev Tolstoj, ''[http://www.liberliber.it/libri/t/tolstoj/index.htm Anna Karenina]'', traduzione di Maria Bianca Luporini, in Tolstoj, ''Tutti i romanzi'', Sansoni editore, 1967.}}
 
===Enrico Mercatali===
*Tu dici: [[Aristocrazia|aristocraticismo]]. Ma permetti di domandarti in che cosa consiste questo aristocraticismo, perché mi si possa disdegnare. [...]. No, scusami, ma io considero aristocratico me stesso e le persone simili a me, che nel passato possono indicare tre-quattro generazioni di famiglie che si trovavano al sommo grado dell'istruzione (il talento e l'ingegno sono un altro affare), che non si sono mai abbassate dinanzi a nessuno, non hanno mai avuto bisogno di nessuno, come hanno vissuto mio padre, mio nonno. E io ne conosco molti così. [...]. Noi siamo aristocratici, e non quelli che possono vivere solo coi doni dei potenti di questo mondo e che si posson comprar per venti copeche. (II, XVII; 1993)
*Le donne sono la principale pietra d'inciampo nell'attività dell'uomo. È difficile amare una donna ed allo stesso tempo concludere qualcosa. Per questo c'è un mezzo d'amare comodamente senza ostacoli: il [[matrimonio]]. Ed io ho sentito questo dopo essermi sposato: ad un tratto mi si sono liberate le mani. Ma a trascinarsi questo fardello senza il matrimonio, le mani sono così ingombre che non si può fare nulla. (III, XXI; 1960)
*È un circolo vizioso. La donna è priva di [[diritti delle donne|diritti]] per insufficienza di istruzione, e l'insufficienza di istruzione deriva dalla mancanza di diritti. (IV, X; 1967)
*Nella conversazione avviatasi sui diritti delle donne vi erano argomenti scabrosi a trattarsi in presenza delle signore, sulla ineguaglianza dei diritti nel matrimonio. (IV, XII; 1967)
*Un [[desiderio]] di desideri: la [[malinconia]]. (V, VIII; 1960)
*Come a ricompensa di tutto questo, lui ora si ritrovava solo, svergognato, deriso, a nessuno necessario e disprezzato da tutti. Sentiva che non poteva allontanare da sé il disprezzo della gente perché quel disprezzo non derivava dal fatto che egli fosse cattivo, in questo caso avrebbe potuto sforzarsi di essere migliore, ma dal fatto che lui ere infelice in modo vergognoso e ripugnante. Sapeva che per questo, per il fatto stesso che il suo cuore era dilaniato, loro sarebbero stati spietati nei suoi confronti. Sentiva che la gente lo avrebbe annientato come i cani dilaniano un cane ferito che guaisce dal dolore. Sapeva che l'unica salvezza dalla gente stava nel nascondere le sue [[ferita|ferite]]. (V, XXI; 1960)
*— È proprio così, amico mio. Ci vuole una delle due: o confessare che la presente organizzazione della società è giusta, e allora difendere i propri diritti; o confessare che si usufruisce di privilegi ingiusti e, come faccio io, usufruirne con piacere.<br />— No, se questo fosse ingiusto, tu non potresti usufruire con piacere di questi beni, almeno io non potrei. Io, soprattutto, ho bisogno di non sentirmi in colpa. (VI, XI; 1967)
*Si venne a parlare della nuova tendenza dell'arte, della nuova Bibbia illustrata da un pittore francese. Vorkuev accusava il pittore di un realismo spinto fino alla volgarità. Levin disse che i francesi avevano spinto il convenzionale nell'arte come nessun altro popolo e che perciò vedevano un merito particolare nel ritorno al realismo. Nel fatto di non mentire più, vedevano la poesia. (VII, X; 1967)
*— Io, ecco, stavo dicendo ad Anna Arkad'evna — disse Vorkuev — che, qualora dedicasse sia pure una centesima parte dell'energia, che adopera per questa inglese, alla causa comune dell'educazione dei bambini russi, Anna Arkad'evna compirebbe un'opera grande e utile.<br />— Sì, ecco, che volete, non potevo. [...] Voi dite: energia. L'energia è fondata sull'amore. E donde prenderlo l'amore? non si può comandarlo. Ecco, ho preso a voler bene a questa bambina, io stessa non so perché. (VII, X; 1967)
*«Dove sono? che faccio? perché?» Voleva sollevarsi, piegarsi indietro, ma qualcosa di enorme, d'inesorabile le dette una spinta nel capo e la trascinò per la schiena. «Signore, perdonami tutto!»<ref>Cfr. [[Preghiere dai libri]] e [[Ultime parole di personaggi immaginari]].</ref> ella proferì, sentendo l'impossibilità della lotta. (VII, XXXI; 1993)
 
==[[Explicit]]==
===Leone Ginzburg===
M'arrabbierò egualmente contro il cocchiere Ivàn, egualmente discuterò, esprimerò a sproposito i miei pensieri, ci sarà il medesimo muro fra il santo dei santi dell'anima mia e gli altri, e perfino mia moglie, l'accuserò egualmente del mio spavento e ne sentirò rimorso, egualmente non capirò con la ragione perché prego, e pregherò, ma la mia vita adesso, tutta la mia vita, indipendentemente da tutto quel che mi può accadere, ogni suo momento non solo non è senza [[senso della vita|senso]], com'era prima, ma ha un indubitabile senso di bene, che ho il potere di immettere in essa!
 
{{NDR|Lev Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Leone Ginzburg, Einaudi, 1993. ISBN 88-06-13273-3}}
 
===Maria Bianca Luporini===
Mi arrabbierò sempre alla stessa maniera contro Ivan il cocchiere, sempre alla stessa maniera discuterò, esprimerò a sproposito le mie idee, ci sarà lo stesso muro fra il tempio dell’anima mia e quello degli altri, e perfino mia moglie accuserò sempre alla stessa maniera del mio spavento e ne proverò rimorso; sempre alla stessa maniera, non capirò con la ragione perché prego e intanto pregherò, ma la mia vita adesso, tutta la mia vita, indipendentemente da tutto quello che mi può accadere, ogni suo attimo, non solo non è più senza senso, come prima, ma ha un indubitabile senso di bene, che io ho il potere di trasfondere in essa!
 
{{NDR|Lev Tolstoj, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/tolstoj/anna_karenina/pdf/anna_k_p.pdf Anna Karenina]'', traduzione di Maria Bianca Luporini, in Tolstoj, ''Tutti i romanzi'', Sansoni, 1967.}}
 
==Citazioni su ''Anna Karenina''==
*Lev Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Ossip Felyne, Biblioteca Moderna Mondadori, 1960.
*Lev Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Pietro Zveteremich, Garzanti, 1965
*Lev Tolstoj, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/tolstoj/anna_karenina/pdf/anna_k_p.pdf Anna Karenina]'', traduzione di Maria Bianca Luporini, in Tolstoj, ''Tutti i romanzi'', Sansoni editore, 1967.
*Lev Tolstoj, ''Anna Karenina'', traduzione di Leone Ginzburg, Einaudi, 1993. ISBN 88-06-13273-3