Differenze tra le versioni di "Tahar Ben Jelloun"

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===''Jenin: un campo palestinese''===
Una donna seduta su macerie.<br>Il suo vestito nero è coperto di polvere grigia, bianca. Le sue mani vigorose scavano fra le rovine.<br>Seduta su una pietra, guarda lontano. Intorno a lei, pietre, pezzi di una casa non del tutto distrutta, di pareti crivellate, di sbarre di ferro, di resti di porte, di finestre, di frantumi di vita spezzata, interrotta.<br>La mano destra tira fuori dai sassi e dalla polvere la scarpa di un bambino. È strappata, lacerata. La esamina. L'altra mano caccia via le mosche e copre il naso e la bocca.
 
===''L'ablazione''===
Da quando non scopo più, mi sento più libero e amo sempre di più le donne. Le amo meglio e più di prima perché il sentimento di libertà mi dà ali, humour, leggerezza. Le trovo belle, spirituali, alcune più meravigliose di altre. Ne sono pazzo. Penso a loro tutto il tempo e non capisco perché non reagiscono più alla mia disponibilità... Se sapessero, se potessero immaginare che sono capace di amarle come si ama in una storia romantica, in un bel mélo... Ah, se potessero immaginare cosa sono pronto a fare per cerebrarle, onorarle, dare loro piacere, orgasmi da favola che andrei a cercare lontano, in fondo al loro animo, nelle pieghe del loro inconscio.
 
===''L'albergo dei poveri''===
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