Differenze tra le versioni di "Intelletto"

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John Locke, Anselmo d'Aosta, Anassagora
(Hermann Broch, Enrico di Gand)
(John Locke, Anselmo d'Aosta, Anassagora)
 
*Chi l'arco non tende del proprio intelletto ad un unico scopo, nulla colpisce. ([[Carlo Dossi]])
*Dunque anche l'insipiente deve convincersi che almeno nell'intelletto esiste qualcosa di cui non può pensarsi nessuna cosa maggiore, poiché egli lo intende, quando lo sente dire, e tutto ciò che intende esiste nell'intelletto. Ma certamente ciò di cui non può pensarsi nessuna cosa maggiore non può esistere nel solo intelletto. Infatti, se esiste nel solo intelletto, si può pensarlo esistente anche nella realtà e questa allora sarebbe maggiore. ([[Anselmo d'Aosta]])
*Il precetto più grande di tutti in rapporto al coraggio è {{NDR|secondo i [[Scuola pitagorica|pitagorici]]}} quello di proporre come scopo più importante di preservare e liberare l'intelletto da tutte quante le pastoie e le catene che lo frenano fin dall'infanzia [...]. "L'intelletto" infatti – a loro parere – "vede tutto e intende tutto, e tutto il resto è sordo e cieco". ([[Giamblico]])
*Il raffinamento dell'intelletto ha due fini: in primo luogo accrescere la nostra conoscenza, secondariamente permetterci di diffondere questa conoscenza agli altri. ([[John Locke]])
*L'intelletto differisce dall'anima quanto il sole da [tutti gli altri] astri. [...] l'intelletto è assolutamente superiore alla ragione discorsiva nel portare a termine il suo compito ed è visione e potenza delle cose più preziose. ([[Archita]])
*L'intelletto è capace di creare le proprie premesse e per conseguenza anche la filosofia è inetta allo scopo; nessuno è così valido genitore da farsi avo di sé medesimo. ([[Hermann Broch]])
*L'intelletto primo e semplice, che in se stesso abbraccia ogni conoscenza, come l'unità abbraccia ogni numero, conosce dappertutto intero, come è dappertutto intero, senza distrazione e applicazione: poiché non ha l'oggetto fuori di sé, ma, come s'è detto, è esso stesso oggetto e conoscente. ([[Giordano Bruno]])
*La specie sensibile trasformata dall'intelletto agente, basta a determinare l'intelletto. ([[Enrico di Gand]])
 
==[[Anassagora]]==
*Dopo che l'Intelletto dette l'avvio al movimento, dal tutto che era mosso iniziavano a formarsi {{NDR|le cose}} per separazione, e quel che l'Intelletto aveva messo in movimento, tutto si separò. E la rotazione di quanto era mosso e separato aumentava di molto il processo di separazione.
*E l'Intelletto, che è sempre, tanto più e anche ora dove sono tutte le altre [cose], nel molto che involge e nelle [cose] che si aggregano e in quelle che si formano per separazione.
*In ogni {{NDR|cosa}} c'è una particella di ogni {{NDR|cosa}}, eccezion fatta per l'Intelletto: ma ci sono {{NDR|cose}} in cui v'è anche l'Intelletto.
 
==[[Proverbi italiani]]==
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