Differenze tra le versioni di "Giulio Cesare (Shakespeare)"

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*È utile che le menti nobili sempre si tengano coi loro pari. (Cassio: atto I, scena II, p. 220)
*Vorrei che attorno a me ci fossero degli uomini piuttosto grassi, e con la testa ben pettinata, e tali, insomma, che dormano la notte. Quel Cassio laggiù ha un aspetto troppo magro e affamato: pensa troppo, e uomini del genere sono pericolosi. (Cesare ad Antonio: atto I, scena II)
*L'[[umiltà]], prova esperienza comune, è la scala di una giovane ambizione. Ma, come abbia raggiunto l'ultimo gradino, volge essa le spalle alla scala e rimira le nubi, spregiando i gradini più bassi ond'essa è ascesa. (Bruto: atto II, scena I)
*L'abuso di grandezza si avvera quando essa disgiunge la tenerezza d'animo dal potere... (Bruto: atto II, scena I, p. 229)
*La mansuetudine è la scala dell'ambizione in erba a cui volge la faccia chi sale in su; ma una volta che costui abbia raggiunto l'ultimo piolo, allora volge le spalle alla scala, sta a guardare le nuvole disprezzando quegli infimi gradini con cui poté salire. (Bruto: atto II, scena I, p. 229)