Differenze tra le versioni di "Mina (cantante)"

*'Sto fatto che dietro un grande uomo c'è sempre una grande [[donna]] mi sembra una gran cretinata. È la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di "bel gesto" nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c'è sempre chi o che cosa? Solo se stessa, temo. (da ''Vanity Fair'', n. 35, 10 giugno 2004)
*{{NDR|Sulla comunicazione virtuale}} Temo veramente che questo nuovo metodo di comunicazione sia il segno del coraggio perduto. Da una parte la paura di guardarsi dentro in silenzio e privatamente giudicarsi. Dall'altra, lo sgomento di ricevere uno sguardo, benevolo o accusatorio che sia, da mettere in relazione ad una parola detta o ad un gesto compiuto. È una illusione pericolosa, quella del rapporto impersonale mediato da un display. La grande montagna dell'alibi e la fossa profonda dell'assenza di responsabilità guidano l'uomo alla spersonificazione e lo indeboliscono fino a renderlo improteggibile da se stesso e dagli altri. La voglia di conoscenza dell'interlocutore richiede un processo faticoso, ma garantisce il significato della sua e della nostra stessa esistenza. (da ''Vanity Fair'', n. 7, 20 novembre 2003)
*{{NDR|Sull'[[eutanasia]]}} Totalmente, convintamente, naturalmente, psicologicamente, sentimentalmente a favore [...]. Gli strumenti di cui dispone la medicina, ai giorni nostri, oltre un certo limite, tolgono dignità all’uomo. Essere tenuti in vita a forza è un orrore. È peggio della morte stessa. (dalla rubrica [http://minapervoi.vanityfair.it/2014/12/30/eutanasia-totalmente-psicologica-sentimentalmente-a-favore/ "Mina per voi"], 30 dicembre 2014)
*Un [[amico]] vero ha il potere di penetrare la scorza del nostro [[cuore]] e permanere con la definitività di una conquista che non ci verrà più tolta. Non occorrono accorgimenti astuti o strategie particolari. Il legame si costruisce poco alla volta, come un puzzle che, tassello dopo tassello, viene completato con la costanza di chi agisce senza la frenesia di ottenere un risultato immediato. (da ''Vanity Fair'', n. 21, 4 marzo 2004)
*Una considerazione piccola piccola. Cantare è la cosa più facile del mondo, si sa. Fa bene al cuore e all'equilibrio psichico. Urlare ancora di più, in alcuni casi. Tutti cantiamo. Perché no? Ma per farlo come professione bisogna avere qualcosa in più che, purtroppo, non si impara. E, a meno che uno non voglia fare il Tannhäuser o comunque fare la carriera di soprano dove lo studio giornaliero è vitale, le lezioni servono a pochissimo. So che mi attiro l'ira di molte persone, ma questo è esattamente quello che penso. (da ''Vanity Fair'', n. 36, 9 settembre 2009)
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