Differenze tra le versioni di "Umberto Veronesi"

wlink; accorcio citazione lunga
(piccoli fix, +1)
(wlink; accorcio citazione lunga)
==Citazioni di Umberto Veronesi==
*{{NDR|Il governo rema}} contro la sigaretta elettronica, con una incredibile tassazione del 58 per cento che ha fatto sparire molti produttori [...] {{NDR|mentre grazie alla sigaretta elettronica}} potrebbero essere salvate 30 mila persone all'anno solo in Italia. [...] Certo lo Stato ci guadagna di più con le sigarette tradizionali, lucra su questa tragedia, ma poi è costretto a spendere ogni anno tre miliardi per curare i 50 mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del [[tabagismo|fumo]].<ref>Citato in Carlo Brambilla, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/11/06/la-sigaretta-elettronica-promossa-dagli-scienziati-salva.html La sigaretta elettronica promossa dagli scienziati salva 30mila persone l'anno]'', ''la Repubblica'', 6 novembre 2013.</ref>
*Da sempre, appena sono stato in grado di scegliere il mio cibo, non tocco un boccone di [[carne]] e, anzi più passa il tempo, più l'idea stessa mi ripugna. Non metto in dubbio che il suo gusto possa risultare piacevole. Ma può il criterio della bontà del gusto giustificare eticamente ogni atto con il quale ci procuriamo il cibo? Mi viene in mente un episodio che si racconta circa le avventure del celebre esploratore [[David Livingstone]]. Nel corso delle sue spedizioni africane egli incontra un'anziana di una tribù antropofaga che morde con gusto, appunto, il piccolo dito di un bambino. Livingstone prova orrore per la scena, le chiede come può una donna, probabilmente mamma e nonna, compiere un atto del genere e la risposta della [[cannibalismo|cannibale]], che pare addirittura mostrare un certo stupore, è: "Se sapesse com'è buono!".<ref>Da ''Perché dobbiamo essere vegetariani'', p. 9.</ref>
*È necessario l'impegno di una classe medica più sensibile agli aspetti umani, che non si deve preoccupare solo del corpo, ma anche della [[mente]]. La mente è il luogo dove la medicina viene percepita.<ref>Da ''[http://archiviostorico.corriere.it/2013/aprile/07/Informazioni_dignita_Sui_diritti_del_co_0_20130407_18ed7df2-9f47-11e2-aaa1-67707bdac44a.shtml Informazioni e dignità. Sui diritti del malato ancora molto da fare]'', ''Corriere della Sera'', 7 aprile 2013.</ref>
*È troppo semplicistico ritenere che un bambino, per crescere in modo equilibrato, abbia bisogno della presenza di un padre e di una madre di sesso diverso. Nessuna ricerca scientifica dimostra che essere [[omogenitorialità|figli di omosessuali]] è pericoloso per l'acquisizione della propria identità di genere. La verità è che la società ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti: basti pensare a quello che è successo 30 anni fa ai figli dei separati, che si sentivano a disagio e cercavano di nascondere la loro realtà. Adesso, invece, essere figli di separati è quasi normale.<ref>4 luglio 2006; citato in [http://web.archive.org/web/20070726031645/http://www.gaynews.it/view.php?ID=38249 gaynews.it].</ref>
==''Una carezza per guarire''==
*Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia [[Libro di Giobbe|Giobbe]], che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. (p. 81)
*Tra i vari movimenti di pensiero che in questi ultimi decenni hanno proposto al mondo civile nuove concezioni morali e sociali, uno dei più incisivi è certamente quello che sostiene un rapporto diverso tra uomo e natura. L'obiettivo finale consiste nel convertire la tradizionale cultura antropocentrica, che vede la natura asservita incondizionatamente ai bisogni della specie umana, in una cultura che potrebbe essere definita ecocentrica o naturocentrica o solidaristica. L'uomo è collocato nel contesto naturale come una delle tante componenti e la natura è la grande madre da cui uomini, piante e animali sono stati generati. Pertanto l'amore per l'ambiente non dovrebbe essere solo quello, sottilmente egoistico, che mira a valorizzarlo e a migliorarlo per rendere la vita più piacevole e più sana, ma è un dovere, un imperativo morale di rispetto quasi sacrale per madre natura che crea e nutre tutte le specie, quella umana compresa.<br>In questo contesto si pone la corrente filosofica che estende molti principi etici consolidati per la specie umana (per esempio «non uccidere») anche al mondo animale. Si tratta di un'operazione molto ardita che ha già riscosso innumerevoli consensi e che ha condotto, tra l'altro, alla nuova definizione di «[[specismo]]» per descrivere quegli atteggiamenti di sopraffazione che caratterizzano il tradizionale comportamento dell'uomo nei confronti degli animali, un atteggiamento non dissimile da quello tipico del razzismo nei riguardi delle altre razze umane[. Basti pensare che nella morale schiavistica vigente centocinquant'anni fa era un fatto complessivamente accettabile l'uccisione senza motivo di un nero da parte di un bianco.<br>Allo stesso modo, oggi, uccidere o far soffrire senza motivo un animale non scandalizza più di tanto. Qualche anno fa, in Italia, non sarebbe nemmeno stato oggetto di attenzione, e solo dal 2003 una legge punisce le sevizie agli animali e il loro abbandono. Così come la sopraffazione della razza bianca sulla nera è diventata, sia pur lentamente, un atteggiamento moralmente condannabile dalla coscienza civile, anche per gli animali, secondo questa nuova corrente di pensiero, non è lontano il giorno in cui la sopraffazione della specie umana sulle altre specie apparirà come un'inaccettabile forma di ingiustizia]. (pp. 187-188)
*È ormai chiaramente dimostrato che molti [[animale|animali]] delle specie più evolute non solo sono sensibili al dolore fisico, ma conoscono anche sensazioni di sofferenza, di gioia, di paura, di competizione, di gelosia e possono soggiacere a varie forme di stress, di nevrosi e persino a forme depressive. Gli animali non possono parlare (anche se molti primati hanno imparato alcuni elementi del linguaggio umano) e non è possibile quindi quantificare l'entità delle loro sensazioni. Tuttavia attraverso il linguaggio non verbale (lo stesso che si riscontra anche tra gli uomini) fatto di gesti, di movimenti e di sguardi possiamo decifrare e valutare le loro condizioni neuropsichiche. (p. 189)
*Qualcuno, a un convegno sulla [[sperimentazione animale]], chiese spiritosamente al pensatore australiano [[Peter Singer]], professore di filosofia e direttore del Centro di bioetica dell'Università di Melbourne: «Perché i maiali dovrebbero avere dei diritti e la lattuga no?»<br>Singer usò gli stessi argomenti con cui ha conferito autorevolezza al movimento animalista negli ultimi anni: «Perché gli animali soffrono, sia fisicamente se gli si fa del male, sia psicologicamente se gli vengono negati alcuni diritti "naturali": il loro habitat, la loro vita sociale, la loro prole». Problemi che la lattuga non ha... (pp. 189-190)