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*'''Paolo Cirino Pomicino''': Cari ragazzi bisogna prenderla di petto; la situazione è fin troppo chiara. Ora che Cossiga ha nominato il "Fanciullo" senatore a vita bisogna capire che fine faranno i suoi 330mila voti. <br /> '''Vittorio Sbardella''': Bravo! Ed è proprio per questo che mi sembra naturale che a fare il coordinatore di tutta la corrente, sia proprio io, no? <br /> '''Franco Evangelisti''': Boni, state boni! <br /> '''Paolo Cirino Pomicino''': Vitto', mi sfugge il senso della tua proposta, ma che cazzo vuoi coordinà? Abbiamo sempre fatto che il Lazio era vostro, la Campania mia, la Sicilia di Lima e il Piemonte di Cristofori. <br /> '''Franco Evangelisti''': Boni, state boni! <br /> '''Vittorio Sbardella''': A Fra'...che te serve? <br /> '''Paolo Cirino Pomicino''': Fra', stiamo parlando di politica, se vuoi partecipare non c'è problema, ma non puoi dì ogni trenta secondi "Boni, state boni"...Urge un concetto, ce l'hai?
 
*'''Paolo Cirino Pomicino''': Senta, Andreotti, lo scopo di questa cena è chiaro. Noi della corrente pensiamo che lei debba essere eletto Presidente della Repubblica. [..e vorremmo svolgere tutte le attività possibili affinché questo avvenga.] Che cosa ne pensa? <br /> '''Giulio Andreotti''': So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me. <br />'''Franco Evangelisti''': Lo conosco troppo bene Giulio mio... ha appena detto "sì".
 
* '''Andreotti''': Io non ci credo al caso; io credo alla volontà di Dio.<br/> '''Scalfari''': Dovrebbe invece. Dovrebbe crederci al caso. Dunque, presidente, è un caso che i familiari di alcune persone assassinate la odino? La odia il figlio del generale Dalla Chiesa: dice che c'è la sua mano nell'omicidio del padre. La odia la moglie di Aldo Moro che la ritiene uno dei responsabili della morte del marito. È un caso che la odi la moglie del banchiere Roberto Calvi? Dice che lei minacciò prima e ordino poi l'omicidio di Calvi. Dice che non l'uccise lo Ior, ma due persone: Andreotti e Cosentino, che adesso è morto. E poi mi domando: è un caso che lei fosse ministro dell'Interno quando Pisciotta è stato assassinato con un caffè avvelenato? Si disse che Pisciotta avrebbe potuto rivelare i mandanti dell'omicidio del bandito Giuliano. È un caso che il banchiere Michele Sindona sia stato assassinato allo stesso modo? Anche lui, costretto in carcere, avrebbe potuto fare rivelazioni fastidiose. È un caso che tutti dicano che lei abbia ripetutamente protetto Sindona? È un caso che il suo luogotenente Evangelisti abbia incontrato Sindona da latitante, a New York, in un negozio di soldatini? È un caso quello che dice il magistrato Viola, che se lei non avesse protetto Sindona non sarebbe mai maturato il delitto Ambrosoli? E ancora: è un caso che lei annota tutto scrupolosamente nei suoi diari e dimentica di annotare del delitto Ambrosoli? Ed è un caso che nel triennio '76-'79, quando lei era presidente del Consiglio, tutti i vertici dei servizi segreti erano nelle mani della P2? È un caso che nei suoi ripetuti incontri con Licio Gelli, capo della P2, parlavate – solo ed esclusivamente – dei desaparecidos sudamericani? Così ha detto lei: "solo chiacchiere amichevoli". Infine, è un caso che lei sia stato tirato in ballo in quasi tutti gli scandali di questo paese? E tralascio tutti i sospetti che aleggiano sui suoi rapporti con la Mafia. Insomma – come ha detto Montanelli – delle due, l'una: o lei è il più grande, scaltro criminale di questo paese, perché l'ha sempre fatta franca; oppure è il più grande perseguitato della storia d'Italia. Allora le chiedo: tutte queste coincidenze sono frutto del caso o della volontà di Dio? <br/> '''Andreotti''': È un caso che l'autorevole quotidiano, da lei fondato e diretto, sia stato salvato a suo tempo dal presidente del Consiglio? Quel presidente del Consiglio ero io. Il suo giornale stava per finire nelle mani di [[Silvio Berlusconi]], un datore di lavoro a lei poco gradito. Io l'ho impedito, anche grazie alla mediazione del tanto vituperato Ciarrapico, consentendole così di riacquistare la sua autonomia e la sua libertà. Autonomia e libertà che le consentono di venire oggi qui a pormi domande sfrontate e capziose. È grazie a me se lei oggi può permettersi di essere così arrogante e presuntuoso e sospettoso nei miei confronti.<br/> '''Scalfari''': Guardi che le cose non stanno esattamente così: la situazione era un po' più complessa. <br/> '''Andreotti''': Ecco. Lei è abbastanza perspicace e l'ha capito da solo; la situazione era un po' più complessa. Ma questo non vale solo per la sua storia: vale anche per la mia.
*'''Livia Danese''': Giulio, tu hai un po' di erudizione, la battuta pronta, perseveranza, capacità di concentrazione e resistenza. Basta, tutto qua. Ti dipingono furbo, colto, intelligentissimo: io dico che non è così. <br /> '''Giulio Andreotti''': Cosa ti rende all'improvviso così critica? <br /> '''Livia Danese''': Niente. Solo la necessità, ogni tanto, di ristabilire la verità. Necessità che tu non hai mai avuto. <br /> '''Giulio Andreotti''': Si vive più a lungo senza necessità. <br /> '''Livia Danese''': Un'altra battuta.
 
*(In confessionale con Don Mario) <br /> '''Don Mario''': Da troppi anni c'erano questi sospetti su Lima come uomo legato alla [[Mafia]]; era troppo chiaccerato. E anche gli altri esponenti della tua corrente sono chiacchierati. Tutto questo non è bene. <br /> '''Andreotti''': Anch'io sono chiacchierato. <br /> '''Don Mario''': Ma tu sei Giulio Andreotti, loro no. <br /> '''Andreotti''': Almeno questo non è colpa mia. <br /> '''Don Mario''': Giulio, perché ti circondi di certa gente? <br /> '''Andreotti''': La guerra si fa con i soldati che si hanno. <br /> '''Don Mario''': I migliori possono scegliere i soldati migliori. <br /> '''Andreotti''': Ma gli alberi per crescere hanno bisogno del concime. <br /> '''Don Mario''': ...La tua ironia è atroce. <br /> '''Andreotti''': L'ironia è la migliore cura per non morire, e le cure per non morire sono sempre atroci. <br /> '''Don Mario''': Soffri per Lima? ''' <br /> '''Andreotti''': Soffro per [[Aldo Moro| Moro]]. Tutto mi è sempre passato addosso senza lasciare segni ma [[Aldo Moro| Moro]] no. Non riesco a togliermelo dalla testa; è come una seconda emicrania, ancora più lancinante. Perché non presero me? Io sono forte, [[Aldo Moro| Moro]] no, [[Aldo Moro| Moro]] era un uomo debole <br /> '''Don Mario''': non devi parlare così, questi sono sterili rimorsi. <br /> '''Andreotti''': Volevano i segreti, le [[Brigate rosse]]. Con me potevano stare a parlare un anno, [[Aldo Moro| Moro]] certe cose non solo non le sapeva, non poteva neanche immaginare che esistessero. Sai, Mario, una volta (le [[Brigate rosse|BR]]) mi hanno chiamato a casa. Nessuno ha il mio numero di casa. Mi dissero che mi avrebbero ammazzato il 26 dicembre. Io gli risposi: "Grazie, cosi potrò passare in pacepasserò il santo Natale in pace." Sono ancora qui. Si fecero scoraggiare da una battuta.: Questequeste erano le brigate rosse:, gente troppo seriosa.
 
*'''Franco Evangelisti''': A Giù, quanto me fai penà a volerte bene!<br /> '''Andreotti''': Non ti ho mai chiesto di volermi bene.<br />'''Franco Evangelisti''': Eh, lo so, ma io te ne voglio lo stesso. E tu in tutti questi anni mai un momento di affetto, mai!<br /> '''Andreotti''': Ti ho sempre difeso politicamente, anche quando hai avuto delle uscite incongrue.<br />'''Franco Evangelisti''': Sì, ma non c'è solo la politica nella vita, Giù... io non sono intelligente come te, certo, avrò commesso delle cose incongrue però ti ho sempre coperto nella parte bassa che viene subito dopo il coccige! Sempre! Sempre. Non te lo dimenticare, Giù.<br /> '''Andreotti''': Hai avuto un'altra uscita incongrua, Franco.
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