Differenze tra le versioni di "Tenzin Gyatso"

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'''Tenzin Gyatso''', nato '''Lhamo Dondrub''' (1935 – vivente), XIV Dalai Lama.
 
== Citazioni di Tenzin Gyatso ==
*Benché ci si possa trovare in un ambiente ostile, se l'atteggiamento mentale è fermo e stabile, l'ostilità non sarà causa di grande disturbo. (da ''Trasformare la Mente Riflessioni su vita amore e felicità'', Oscar Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-58644-9)
*Di fronte alla distruzione del mio popolo, mi dedico nell'esilio alla sola linea d'azione che mi è stata lasciata: ricordare al mondo per mezzo delle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] e di questo libro, quel che è accaduto e sta accadendo nel Tibet: e far piani per il futuro.<ref name=r>Citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', dicembre 1962.</ref>
*Ogni uomo ha una precisa responsabilità nei confronti del genere umano e del pianeta terra, perché esso è la sola nostra casa. Non abbiamo altro luogo, nell'universo, in cui rifugiarci. Ognuno di noi quindi non può venir meno alla propria responsabilità di operare non solo in difesa della razza umana, ma anche degli insetti, delle piante, degli animali che, con noi, abitano questo pianeta.<ref>Citato in Virgilio Bettini, ''Scorie: l'irrisolto nucleare'', prefazione di Giorgio Nebbia, UTET, 2006, p. 1.</ref>
*Senza dubbio ci troviamo un gradino più sopra rispetto agli animali per la nostra intelligenza e la nostra forza spirituale. Ma per quel che riguarda il diritto alla vita ci troviamo sul loro medesimo piano.<ref>Citato in Claus Leitzmann, ''Vegetariani: Fondamenti, vantaggi e rischi'', traduzione di Margherita Cavalleri, Bruno Mondadori, 2002, pp. [http://books.google.it/books?id=Ri3JqD6E8vwC&pg=PA21 21]-22. ISBN 88-424-9584-0</ref>
* {{ndr|rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'emergenza migranti nel Mediterraneo}} Se si chiamano rifugiati vuol dire che hanno dei problemi, stanno male e sono in pericolo di vita, e fuggono da qualcosa ma il buon cuore per accoglierli non basta e bisogna avere il coraggio di dire quando sono troppi e di intervenire nei loro Paesi per costruire lì una società migliore. [...] Non è possibile pensare che sia sufficiente l'accoglienza a risolvere il problema. Gli italiani, e i siciliani soprattutto, stanno dimostrando un gran cuore ma per risolvere il problema dei profughi è necessario intervenire in quei Paesi, impegnarsi per superare le guerre, spesso a sfondo religioso, che provocano gli esodi e superare anche il grande divario tra ricchi e poveri per costruire una società migliore. Serve quindi un pensiero a lunga scadenza per ottenere un risultato davvero efficace. (citato nella [https://www.youtube.com/watch?v=t19Ti5LCt2o conferenza a Pomaia, Pisa] presso l'Istituto Lama Tzong Khapa, 12 giugno 2014)
 
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