Differenze tra le versioni di "Ignazio Fresu"

*Il gioco delle verosimiglianze invece lo troviamo nella tela che riproduce "Who What Where", installazione presentata a Siena nella mostra collettiva "H2O Espressioni Liquide", in cui l'elemento liquido viene reso attraverso ciotole di cristallo che avvalendosi del gioco di rifrazione della luce commisto ad un attento equilibrio di pieni e vuoti, creano giochi acquatici incredibilmente carichi di magia.
 
*.Il lavoro di Ignazio Fresu è basato sul contrasto tra realtà ed apparenza, sull’inganno generato dallo sguardo frettoloso. Ogni cosa rivela essere esattamente l’opposto di ciò che appare e nessuno sembra accorgersene. Il metallo non è metallo, la pietra non è pietra, ma semplicemente cartone o polistirolo travestiti da metallo o pietra. L’usura e l’ossidazione dei materiali non sono reali, ma soltanto un abile gioco di interventi manuali. La leggerezza è travestita da pesantezza e gli equilibri precari sono calibrate composizioni statiche.
 
*Che si parli di Eraclito, di Leopardi, di Montale o di Ungaretti, le opere di Ignazio Fresu non sono mai così eccessivamente concettuali e incomprensibili come ci si aspetterebbe da un artista contemporaneo, anzi con la loro leggerezza e ironia ci strappano un sorriso, ci ammaliano per l’inusuale collocazione in cui spesso si trovano, destano meraviglia per gli improbabili equilibri in cui si pongono ed inevitabilmente ci attraggono provocando nel nostro intimo un flusso continuo di domande e di pensieri. La scelta di avvalersi di titoli evocativi, riferibili all’universo letterario o filosofico, è un mezzo per Ignazio Fresu per parlare della realtà circostante attraverso il linguaggio dei grandi mediato dalla sua incredibile capacità di alleggerire.
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