Differenze tra le versioni di "Solo due ore"

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*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Il Morandini]]'')
*Interpretando un poliziotto ubriacone stanco morto, che è sorpreso di trovare una scintilla nella sua coscienza, Bruce Willis dà la sua migliore performance da anni — la sua recitazione ha un vissuto di autenticità che abbina splendidamente con la sua ancora forte energia. [...] E Willis e Def — divertente anche se esagera nelle grida lamentose — sono una squadra formidabile. Fino a quando la sceneggiatura di [[Richard Wenk]] spinge i personaggi in un muro di mattoni dalla sensazione di vomito, è una cavalcata selvaggia. ([[Peter Travers]])
*L'idea di abbinare un uomo devastato che aveva tutto e ha mollato, con un ragazzo che non aveva nulla e non si è mai arreso, unito a un breve lasso di tempo è stato entusiasmante. E come quel ragazzo poteva cambiare qualcuno che era agli sgoccioli. ([[Richard Wenk]])
*Quello che mi è veramente piaciuto è stato il rapporto con il personaggio di Bruce. Sai, questi due ragazzi che iniziano la loro giornata pensando che il mondo sta andando in un modo. Sono stati partner tutta la loro vita, essenzialmente nella stessa squadra e qualcosa accade e ora sono dall'altra parte della barricata. E le loro vite sono davvero, davvero in gioco e questo mi piace, penso che questa è proprio una situazione ideale. ([[David Morse]])
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di Richard Wenk. (''[[Il Mereghetti]]'')