Differenze tra le versioni di "David Cooper"

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*Nel corso di questo capitolo ho dovuto necessariamente usare un linguaggio che ritengo arcaico, essenzialmente reazionario e certamente discorde del mio pensiero. "Termini familiari" come [[madre]], [[padre]], [[bambino]] (nel senso di "loro" bambino), superego. Il significato implicito della parola "madre" abbraccia un certo numero di funzioni biologiche; funzioni primarie di protezione, un ruolo iperdefinito della società, ed una certa "realtà legale". In effetti la funzione materna può essere estesa ad altre persone oltre alla madre – al padre, ai fratelli, e soprattutto ad altri individui al di fuori del gruppo biologico familiare. (p. 31)
*Non abbiamo più bisogno di padri o di madri. Abbiamo solo bisogno di "maternage" e "paternage". (p. 31)
*C'è un gran desiderio, ora affatto universale nel primo mondo, di insegnanti supremi, maestri spirituali che se non risolveranno tutti i nostri problemi ci indicheranno almeno la strada giusta per la meta giusta. Una delle caratteristiche più marcate dell'imperialismo culturale non è l'imposizione sul terzo mondo degli schemi culturali del primo mondo, cosa già abbastanza violenta, ma il parassitario assorbimento di qualsiasi tipo di saggerra dalle civiltà più antiche. Il risultato consiste in una mistificazione reazionaria che ignora tutto del misticismo. Se, supponiamo, alcuni elementi del Buddismo mahayana vengono trasferiti in Occidente senza considerare le differenze critiche di realtà sociale che esistono tra il Bhutan e San Francisco, si dà origine ad un quietismo che collude con il sistema sfruttatore. I veri mistici sono sempre stati accuratamente consapevoli della natura della società circostante, e in questo senso sono stati dei veri e propri uomini politici. (p. 77)
*Io penso che nel contesto del primo mondo ci sia bisogno contemporaneamente di una Rivoluzione dell'Amore che reinventi la nostra sessualità, e una Rivoluzione della Pazzia che reinventi noi stessi; e quindi di una Rivoluzione intesa come una paralisi molto più diretta dell'operato dello «Stato». Nel primo mondo, il nostro compito rivoluzionario è molto semplice. Come ho già detto, tutto quello che dobbiamo fare è fermarlo, e gioire trovando in noi stessi, nel processo, un piacere privo di possesso. (p. 118)
 
== Bibliografia ==
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