Differenze tra le versioni di "Trapianto"

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*Donare i propri organi, perciò, è un gesto sacro. È trasformare la propria morte in vita per la salvezza degli altri. E, per chi ha ricevuto questo dono, è portare con sé, nel corpo e nella mente, il suo salvatore, con amore e riconoscenza. ([[Francesco Alberoni]])
*I trapianti di tessuti e di organi costituiscono uno dei progressi più straordinari della terapia e della solidarietà umana, e anche per questo richiedono attenzione, coerenza, equilibrio e un costante impegno. ([[Giovanni Berlinguer]])
*Il processo di trapianto spaventa, i pazienti passano dall'ansia di ricevere un organo all'ansia che l'organo venga rigettato. L'ansia continua finché non riescono ad aprire gli occhi dopo l'intervento per vedere che il dono è stato accettato. (''[[Grey's Anatomy (nona stagione)|Grey's Anatomy]]'')
*{{NDR|Nel 1995}} Il trapianto di organi, principalmente fegato, rene, cuore, polmone è ormai una realtà consolidata. Un trapianto non fa più notizia perché è diventato un intervento quasi di routine. L'unico ostacolo alla sua diffusione è rappresentato dalla scarsa disponibilità di organi dovuta purtroppo a scarsa organizzazione e spesso a cattiva volontà. ([[Silvio Garattini]])
*Il trapianto è il salvataggio di due organismi viventi. Della persona trapiantata che lotta per la sua sopravvivenza, e dell'organo che lotta per la sua. Ed entrambi, da soli, non hanno speranza, mentre uniti si salvano. Il corpo che accoglie l'organo trapiantato è perciò come un grembo materno, come un utero, che accoglie un figlio a cui dà la vita, mentre la riceve da lui. L'esperienza del trapiantato è incredibilmente simile a quella della gravidanza. Il principale desiderio, la principale preoccupazione della persona trapiantata è di saper accogliere l'organo che ha ricevuto, e di salvarlo, curarlo, risanarlo. E anche i medici hanno la stessa preoccupazione, la stessa cura. La persona trapiantata sa perfettamente e ricorderà sempre che quell'organo non è suo, che è parte di un'altra persona, e che lei ne è soltanto la custode, il grembo accogliente. Non dimenticherà mai chi, morendo, glielo ha lasciato. Anzi ne rivive in ogni istante l'agonia, la morte come fosse la propria. Perché da quella morte è scaturita la sua vita. C'è un rapporto spirituale profondo fra la persona trapiantata e il donatore. Una intimità tanto forte che è bene che il trapiantato non sappia chi è il donatore, non lo conosca. ([[Francesco Alberoni]])
*La storia dei trapianti è costellata da fallimenti iniziali: i primi trapianti di rene, all'inizio degli anni Cinquanta, e quelli di cuore, cominciati negli anni Sessanta, non hanno avuto successo. Poi sono migliorate le tecniche chirurgiche e soprattutto la terapia antirigetto e oggi i trapianti, per molti organi, sono diventati una procedura terapeutica consolidata. ([[Mario Viganò]])
*La verità è che la definizione della morte cerebrale fu proposta dalla Harvard Medical School, nell'estate del 1968, pochi mesi dopo il primo trapianto di cuore operato da Christian Barnard (dicembre 1967), per giustificare eticamente i trapianti di cuore, che prevedevano che il cuore dell'espiantato battesse ancora, ovvero che, secondo i canoni della medicina tradizionale, egli fosse ancora vivo. L'espianto, in questo caso equivaleva ad un omicidio, sia pure compiuto "a fin di bene". La scienza poneva la morale di fronte a un drammatico quesito: è lecito sopprimere un malato, sia pure condannato a morte, o irreversibilmente leso, per salvare un'altra vita umana, di "qualità" superiore? ([[Sandro Magister]])
*Per un paziente in gravi condizioni un trapianto di organi significa un nuovo inizio, una seconda chance. Ma il corpo è programmato per combattere ogni invasore estraneo, persino uno che cerca di salvarlo. Perché un trapianto non garantisce una vita più facile. C'è la minaccia che il corpo rigetti subito l'organo. (''[[Grey's Anatomy (nona stagione)|Grey's Anatomy]]'')
*{{NDR|Nel 1995}} Però la funzione degli organi trapiantati tende purtroppo a deteriorarsi abbastanza rapidamente nel tempo. La sopravvivenza media di un rene e di un cuore trapiantato è di circa 8 anni, come lo era due decenni or sono, e ciò nonostante i notevoli progressi nella terapia anti-rigetto. Ciò vuol dire che tutto sommato una buona percentuale dei pazienti trapiantati si ritrova dopo alcuni anni nelle stesse condizioni di partenza. Mentre per il rene esiste la possibilità di ritornare alla dialisi, per il cuore e per il fegato è necessario trovare un altro organo, non sempre reperibili, per un secondo trapianto. ([[Silvio Garattini]])
*Ragionare sulla vita e la morte, farlo soprattutto nelle condizioni drammatiche in cui sono costretti a farlo i familiari dei donatori, non è immaginabile quando si è distrutti dal dolore per la perdita. Dovrebbe essere un tema sul quale si siano maturate delle convinzioni a freddo, in modo razionale, in un momento lontano dal dramma, aiutati da campagne costruite su valide basi scientifiche. ([[Cinzia Sasso]])