Jacques Lacan: differenze tra le versioni

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==Citazioni di Jacques Lacan==
*Quel che si chiama logica o diritto non è mai niente di più che un corpo di regole che furono laboriosamente combinate in un momento della storia debitamente datato e situato da un sigillo d'origine, agorà o foro, chiesa oppure partito. Dunque non spererò niente da queste regole al di fuori della buona fede dell'Altro, e in mancanza d'altro me ne servirò, se cosí giudico o se mi ci si obbliga, solo per divertire la malafede. (da "Scritti", vol. 1, p. 422, traduzione di Giacomo Contri, Einaudi 1974)
*La [[verità]] è l'errore che fugge nell'inganno ed è raggiunto dal fraintendimento. (da ''Il seminario'', vol. I, in ''Gli scritti tecnici di Freud (1953-1954)'', traduzione di Giacomo Contri, Einaudi 1978)
*Il [[desiderio]] è sempre il desiderio dell'altro. (ibidda ''Il seminario'', vol. I, in ''Gli scritti tecnici di Freud (1953-1954)'', traduzione di Giacomo Contri, Einaudi 1978)
*Quando l'essere amato va troppo lontano nel tradimento di se stesso e persevera nell'inganno di sé, l'[[amore]] non lo segue più. (ibidda ''Il seminario'', vol. I, in ''Gli scritti tecnici di Freud (1953-1954)'', traduzione di Giacomo Contri, Einaudi 1978)
 
==''Il Seminario III: Le Psicosi''==
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===Citazioni===
*[[Parlare]] è anzitutto parlare ad altri. (p. 44)
*La struttura della parola è che il soggetto riceve il suo messaggio dall'altro in forma inversa. (p. 44)
*[...]l'altro come tale[...] lo scriveremo, se vi garba, con un'A maiuscola. Perché con un'A maiuscola? Per una ragione indubbiamente delirante, come ogni volta che si è obbligati ad apportare dei segni supplementari a ciò che ci dà il linguaggio. Questa ragione delirante è qui la seguente. ''Tu sei la mia donna'' -- dopo tutto che ne sapete? ''Tu sei il mio maesto'' -- in effetti, ne siete così sicuri? Ciò che precisamente costituisce il valore fondante di queste parole, è ciò cui si mira nel messaggio, [...], è il fatto che l'altro è lì in quanto altro Assoluto. Assoluto, cioè è riconosciuto, ma non è conosciuto. (p. 45)
*Com'è abituale nell'evoluzione concreta delle cose, colui che ha trionfato e conquistato il godimento diviene completamente idiota, incapace d'altro che godere, mentre colui che ne è stato privato conserva la sua umanità. (p. 48)
*Ciò che caratterizza un soggetto normale, è precisamente il fatto di non prendere mai del tutto sul serio un certo numero di realtà di cui riconosce l'esistenza. (p. 87)
*Il [[linguaggio]] opera interamente nell'ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite. (p. 136)
*Nella vostra interlocuzione piú corrente, il linguaggio ha un valore puramente fittizio, prestate all'altro la sensazione che siete sempre lí, cioè che siete capaci di dare la risposta che si attende, e che non ha alcun rapporto con alcunché sia possibile approfondire. I nove decimi dei discorsi effettivamente tenuti sono a questo titolo completamente fittizi. (p. 137)
*[...]se io mi arrangiassi in modo da essere molto facilmente compreso, talché abbiate la certezza che ci siete, ebbene, proprio in virtú delle mie premesse riguardo il discorso interumano, il malinteso sarebbe irrimideabile. Al contrario, dato che il modo in cui credo di dover accostare i problemi, c'è sempre per voi la possibilità di essere aperti a una revisione di ciò che è detto, in modo tanto piú agevole in quanto il fatto che non ci siete arrivati prima ricade interamente su di me -- lo potete scaricare su di me. (p. 193)