Differenze tra le versioni di "Andrea Scanzi"

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*Dopo aver vinto Melbourne 05, il paonazzo [[Marat Safin|Marat]] ha smesso di giocare, fatti salvi due risvegli estemporanei (Halle 06 e Wimbledon 08). Non sono mai stato un safiniano smodato, trovando alla lunga noiosa questa sua volontà di buttare via tutto tra il fantozziano e lo psicotico. Da mesi (anni) siamo ormai oltre il patetico. Ieri è riuscito a perdere persino con Levine. Safin ha detto che smetterà a fine anno: potrebbe farlo anche prima.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=151&ID_sezione=523 Wimbledon Day 2: La sfiga di chiamarsi Kendrick]'', ''La Stampa'', 24 giugno 2009.</ref>
*{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Dritto che è maglio, servizio che è devastazione, gioco di volo e copertura come ce ne sono (oggi) pochi. Ganci e uppercut come se piovesse. Ha una mano, parafrasando Mario Brega, che può essere piuma o ferro. Fluttua come una farfalla e punge come un'ape (anche se a volte fluttua come un pachiderma e punge come un calabrone). Ogni suo match è spettacolo nello spettacolo. E quella somiglianza impressionante con The Greatest lo rende ancora più irrinunciabile.<ref name=tifo>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=74&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la top ten dei tifabili]'', ''La Stampa'', 20 febbraio 2009.</ref>
*E ''[[Dr. House - Medical Division|Dottor House]]'' ha codificato l'antipatia come tratto positivamente distintivo: il protagonista è amato in quanto burbero. Proprio House è la serie più didascalica, tra quelle quasi-cattive. Al punto da essere spesso andata in testacoda, tra svolte narrative improbabili, citazioni stanche di ''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' e financo ammicchi al musical.<ref name=boris>Da ''[http://www.lastampa.it/2011/03/10/spettacoli/i-neocattivi-cucinano-l-anfetamina-Ptbu3NxJTvnQHYoOHcXitO/pagina.html I neocattivi cucinano l'anfetamina]'', ''La Stampa.it'', 10 marzo 2011.</ref>
*È stato uno [[Michael Stich|Stich]] contemporaneo. Egualmente stilizzato, ariano, definitivo. I movimenti disegnati, i fraseggi del corpo a scolpire capolavori. Il suo è un tennis erotico, sensuale, conturbante. per Bellezza abbacinante, non totemica ma michelangiolesca. Qualcosa di Magistrale. E questo è, quando può e vuole, [[Tommy Haas]] L'Ariano: magistrale. Un trattato di Estetica applicata al tennis. C'è, nella sua maniera di scardinare l'ottusità avversaria, una marzialità irresistibile. Vederlo giocare, da un mese a questa parte, come ai bei tempi, è qualcosa che ha a che fare con la Beatitudine.<ref name=haas>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=158&ID_sezione=523 Wimbledon semifinals: Haas, L'Ariano]'', ''La Stampa'', 2 luglio 2009.</ref>
*{{NDR|Su [[Andy Murray]]}} Era a inizio carriera, un bambino alle prime armi, ma c'era in lui quello che appare adesso manifesto: le capacità geometriche, la buona mano, la dote non comune di trascinare il pubblico. Il suo limite era il fisico, dopo due set era cotto. Oggi no, oggi – dopo una cura di sushi e spinaci Braccio style- è il quarto del mondo. Il suo primo Slam è solo questione di mesi. A volte gioca ricordando Mecir, a volte si fa pavido rammentando il peggior Wilander. Ma ha carattere. Anche troppo: personaggio vero, amato e odiato. È lui, non Djokovic, quello che più merita il ruolo del Cattivo. Perché non insegue, a differenza del situazionista del medical time out Djokovic, il plauso unanime. Lui ama dispiacere, riuscendoci alla grande. Murray è respingente in tutto quello che fa e mostra: nella pettinatura da comparsa di Dario Argento, nei denti aguzzi da Vampiro. In quelle urla virulente. Nelle espressioni mefistofeliche.<ref name=fab/>
*{{NDR|Su [[Stefan Edberg]]}} La bellezza, l'estetica, la purezza. Il serve and volley ai massimi livelli. La volèe di rovescio era accecante, così come il rovescio.<ref name=amati/>
*La serie [''[[Romanzo criminale - La serie|Romanzo criminale]]''], prodotta appunto da Sky e Cattleya, è stata la vera sorpresa televisiva del 2008. Forse la migliore serie mai prodotta in Italia. Una sorta di ''[[Quei bravi ragazzi|Goodfellas]]'' all'amatriciana, che piacerebbe a [[Martin Scorsese]]. Su questo sono concordi pubblico (400mila spettatori a puntata) e critica.<ref name=rc/>
*La stessa ''[[Boris]]'', (fuori)serie in apparenza ironica e in realtà serissima, rappresenta con rara genialità lo squallore della tivù: registi sciatti, attori cani, stagisti schiavi e direttori della fotografia che si rilassano tirando coca.<ref name=boris/>
*L'atletismo ai massimi livelli. Costantemente capace di migliorarsi, in grado di stupire (Wimbledon) e ristupire (Australian Open). Ha liberato il tennis dalla affliggente Dittatura Catacombale del Vegano, e questo basta per benedirlo. Poi, certo, non è il bene maggiore ma il male minore. Lo spettacolo è un'altra cosa, come il talento puro. [[Rafael Nadal|Nadal]] è la straordinarietà della grinta, il recupero impossibile, la resistenza inumana: da qui, e da alcune sue frequentazioni non immacolate, la strisciante accusa di doping. Però non è neanche giusto definirlo mano quadra: nel tempo ha migliorato rovescio, servizio e persino gioco di volo, grazie a quella umiltà che Federer mai ha avuto.<ref name=fab/>
*Leggo adesso di un [[Novak Đoković|Djokovic]] involuto da due anni, bruttino e insipiente: l'idea di un peggioramento presuppone però un'antecedente epoca dell'oro, durante la quale Djokovic sciorinava spettacolo e praticava un tennis champagne. Quando, di grazia? Sa dirmi qualcuno quando mai il gioco del Fingitore Fiorelliano è andato oltre un'idea soporifera di Meccano? Quando, per dirla coi filosofi presocratrici, Djokovic è stato meno palloso di adesso? Rispondiamo con certezza iconoclasta: mai. Djokovic è (sempre stato) il più brutto tennista dei Fab Four, noioso e ripetitivo, tignoso e allegramente chiagnefottista.<ref name=jurgen>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=269&ID_sezione=523 Roland Garros: Jurgen vive (Eurosport no)]'', ''La Stampa'', 3 giugno 2010.</ref>