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*''Non sempre di [[Codardia]] compagna è la [[Paura]]''. (Canto III, p. 371)
*''Ma più ch'altri invade, | E al cor s'attacca del racchiuso in [[Ulma]] Austriaco duce {{NDR|[[Karl Mack von Leiberich]]}}. | Di quel cor già donno | La Paura ritrova un altro Nume | Più deforme d'assai, la Codardia, | Che d'Arcoli, di Dego e di Marengo | Incessante gli tuona entro l'orecchio | I rerribili nomi, né midollo | Né fibrilla gli lascia che non tremi''. (Canto III, p. 372-373)
*''Su le Noriche nevi ella già sparge | Le sue rose l'[[Aurora]], e saltellante | Di ramo in ramo il [[passero|passer]] mattutino | In suo garrire la saluta, e chiama | Alle cure campestri il villanello''. (Canto IV, p. 373)
*''Dietro il valor di sue vittorie è lento | Della parola e del pensiero il corso {{NDR|[[Napoleone Bonaparte]]}}''. (Canto V, p. 379)
*''Nel [[Gioia|tripudio]] ognun corre ad abbracciarte | Sia nemico, od amico; l'[[Allegria|allegrezza]] | Non distingue i sembianti; un caro errore | Dona gli amplessi, e negli amplessi il core''. (Canto VI, p. 382)