Differenze tra le versioni di "Lilli e il vagabondo"

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== Trama ==
[[File:Lilli e Vagabondo.jpg|thumb|150px|left|Lilli e il Vagabondo.]]
 
1909. In occasione del [[Natale]], il giovane Gianni regala alla moglie Lisa (da lui chiamata "Tesoro" e chiamato a sua volta "Gianni caro" da lei) una cucciola di Cocker Spaniel (razza confermata dalla voce fuori campo quando Lilli viene riportata a casa dal canile) che decidono di chiamare ''Lilli''. In breve tempo la cagnolina diventa la regina della casa, ma difendendola anche, scacciando sempre Pulcios, un topo di fogna, dal suo giardino, e quando compie sei mesi, i suoi padroni le regalano il [[collare]] con la medaglietta. Subito, Lilli corre dai suoi due vecchi amici, adottati da altri padroni, per farsi ammirare. Il primo, ''Whisky'', è un [[Scottish Terrier|terrier scozzese]] un po' burbero ma molto distinto, mentre il secondo, ''Fido'', è un [[Chien de Saint Hubert|Bloodhound]] molto educato che in gioventù era stato un famoso cane poliziotto dal fiuto eccezionale, ma che ora, con la vecchiaia, secondo molti, sembra aver perso l'[[olfatto]]. Improvvisamente, però, sembra che Tesoro e Gianni caro abbandonino e trascurino Lilli e non le diano più le attenzioni di prima. Così, un giorno, Lilli, confida tutto questo ai suoi amici e loro gliene spiegano il motivo: Tesoro sta aspettando un bambino. Mentre i tre parlano, si unisce a loro ''Biagio'', un cane [[Schnauzer (razza canina)|Schnauzer medio]] randagio e vagabondo, che, passando di lì per caso poiché cacciato dall'infido accalappiacani, ascolta le terribili disavventure che sono capitate a Lilli nell'ultimo periodo, predicendole a sua volta un futuro non tanto migliore. Whisky e Fido lo zittiscono e lo cacciano infuriati per non rattristare ancora di più Lilli, che non vuole credere alle parole di quello strano individuo e gli gira le spalle sdegnata. Il tempo passa e, quando Lilli è adulta in età da cani, il bambino finalmente nasce, ma Lilli è incuriosita di sapere di preciso cos'è un "pupo", come diceva Fido, così decide di andare nella sua stanza per scoprirlo e capisce che è il bambino stesso, poiché lo trova in braccio a Tesoro che lo coccola. Tutto ritorna come prima e la cagnolina si affeziona al nuovo arrivato, finché due mesi dopo Tesoro e Gianni caro decidono di fare un viaggio. Telefonano, quindi, alla vecchia zia Sara per accudire il bimbo. Ma la zia Sara fin dall'inizio non vede di buon occhio la presenza di Lilli e per di più ha portato con sé due maschi di gatto siamese, gli irrequieti e dispettosi fratelli Si e Am, che di lì a poco incominciano a fare danni (tentano di mangiare il canarino e poi il pesciolino, dopodiché tentano di andare a bere il latte del pupo).
Lilli infuriata li rincorre, ma quando la zia entra in salotto, questi si sdraiano e miagolano per fingere di essere aggrediti da Lilli.
Allora la zia decide di metterle una museruola, ma la cagnolina si ribella, scappa e corre per le vie della città, venendo anche rincorsa da tre cani feroci e rabbiosi. Per fortuna arriva Biagio che, grazie al suo intrepido coraggio, la aiuta riuscendo a cacciarli.
Poi, entrando furbescamente nello zoo creando una lite tra il poliziotto di guardia ad esso ed un passante e facendosi aiutare da un [[castor (zoologia)|castoro]], le fa anche togliere la museruola.
Presto si avvicina l'ora di cena e Biagio decide di andare a mangiare con Lilli dai suoi buoni amici Tony e Joe, che gli preparano un piatto di [[spaghetti]] al dente al ragù con polpettine di carne, seguendo poi la famosissima sequenza del bacio. Finita la cena, fanno una passeggiata romantica nel parco e come tutti gli innamorati del mondo si scambiano la loro eterna promessa d'amore. Il giorno dopo, quando spunta il sole, Biagio propone a Lilli di andare con lui ad esplorare l'immensa pianura verde oltre la città; lei vorrebbe, ma, pensando al pupo, lo convince a riaccompagnarla a casa. Durante il ritorno, a Biagio viene in mente di dare la caccia alle galline per dimostrare la libertà da cane vagabondo ed accompagnato da Lilli, entra in un pollaio, spaventandole. Ma il padrone, sentendole starnazzare, interviene subito, sparando una fucilata. I due, allora, fuggono via subito, ma Lilli rimane indietro e viene catturata dal perfido accalappiacani, che la porta al canile. Qui, sentendosi derisa dal grosso [[bulldog (razza canina)|bulldog inglese]] Toughy e da altri cani, si sente confusa e smarrita, ma è consolata dalla [[pechinese (razza canina)|pechinese]] Gilda, una vecchia fiamma di Biagio e dal [[Levriero russo|borzoi]] Boris, un cane [[Russia|russo]] molto distinto, Pedro, un [[chihuahua (razza canina)|chihuahua]] e Fritz, un [[bassotto]].
Tutti parlano di Biagio, di tutte le volte che è sfuggito agli accalappiacani e soprattutto, dei suoi amori.
Ma Boris aggiunge che un giorno Biagio, incontrando il vero amore, si distrarrà, i "cosacchi" lo cattureranno e per lui sarà la fine. Intanto, grazie alla sua piastrina, Lilli può tornare a casa e si chiude triste ed avvilita nella sua cuccia. Whisky e Fido, i due amici di sempre, vanno a farle visita e cercano di tirarla su, ma ad un certo punto arriva anche Biagio che le porta in regalo un [[osso]], per farsi perdonare. Tutti e tre gli voltano le spalle e subito dopo Whisky e Fido si allontanano. Lui, dopo una sfuriata con Lilli, se ne va via triste; ma nel frattempo Pulcios, il [[Rattus|topo]] dannoso per il giardino di Lilli, riesce a salire fino ad una finestra lasciata aperta da zia Sara, proprio quella della stanza del pupo. Non ancora molto lontano, Biagio, sentendo abbaiare Lilli contro il topo, corre in suo aiuto e, tramite la porticina sulla veranda, entra nella camera del bambino per salvarlo, duellando contro Pulcios. Lilli, riuscendo a liberarsi della catena a cui era legata, lo raggiunge e finalmente Biagio uccide il topo. Ma nel frattempo la zia si sveglia, arriva e, non vedendo il cadavere di Pulcios nascosto sotto una tenda, pensa che la colpa di quel disastro sia tutta dei due cani. Così chiude il povero Biagio in uno sgabuzzino e Lilli in cantina e poi decide di chiamare il canile per far portare via il vagabondo.
[[File:Lilli (Disney).jpg|thumb|150px|left|Lilli.]]
Tesoro e Gianni caro ritornano proprio nell'istante in cui l'accalappiacani sta trascinando via l'innocente Biagio, e dice ai due che il vagabondo ha aggredito il loro bambino. Informati dell'accaduto, però, non riescono a crederci, quindi liberano Lilli dalla cantina, e lei, abbaiando, fa capire cosa è veramente successo, mostrando il topo morto. Appena visto il topo sbranato e capendo la verità, zia Sara si scusa e diventa buona, insieme ai suoi gatti. Anche Fido sente la verità sull'accaduto (lui e Whisky hanno sempre giudicato Biagio terribilmente male) e propone a Whisky di seguire la pista del carro dei cani per salvare Biagio prima che sia troppo tardi. Whisky, scoraggiato, gli dice che ha perso l'odorato e che quindi è impossibile che riesca nell'impresa, ma Fido non gli dà retta e corre, trovando la pista giusta (dimostrando quindi di non aver mai perso l'olfatto). I due cani raggiungono finalmente il carro e riescono a fermarlo facendolo rovesciare su un lato ed uccidendo l'accalappiacani schiacciato sotto il mezzo. Purtroppo, anche Fido rimane schiacciato sotto di esso, ma fortunatamente non ha nulla di grave: si rompe solo una zampa, che poi guarisce. Nel frattempo, Lilli e Gianni caro arrivano sulla loro automobile; Biagio viene così liberato e torna a casa con loro, diventando un cane domestico ed accoppiandosi con Lilli. Quando giunge il Natale successivo, Lilli e Biagio (che ora anche lui ha un collare con la piastrina), con i loro quattro cuccioli nati, tre femmine somiglianti alla mamma (Annette, Collette e Danielle) ed un maschio somigliante al papà (Zampa, che nel suo [[Lilli e il vagabondo II - Il cucciolo ribelle|seguito]] sarà il protagonista), si riuniscono sotto l'albero per una foto ricordo, insieme a Whisky e Fido. Quest'ultimo è molto orgoglioso di aver dimostrato che il suo fiuto è ancora potente come una volta e conclude il film raccontando ai cuccioli la storia del suo vecchio nonno Fedele e di quello che diceva sempre, ma, ridendo, si rende poi conto di non ricordarselo più cos'era che gli diceva sempre.
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