Differenze tra le versioni di "Pitagora"

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{{NDR|[[Diogene Laerzio]], ''Vite dei filosofi'', a cura di Marcello Gigante, Mondadori 2009}}
 
===Citato in [[Giamblico]], ''VitaSumma di Pitagorapitagorica''===
;Citato nel primo libro, ''Vita di Pitagora''
*Bisogna allontanare con ogni mezzo e sradicare col ferro e col fuoco e con vari espedienti, dal corpo la [[malattia]], dall'anima l'[[ignoranza]], dal ventre la [[ghiottoneria]], dalla città la [[ribellione]], dalla casa il [[dissenso]], e al tempo stesso la sproporzione in ogni cosa. (34, p. 103)
*È sacro per una donna che ha [[fare l'amore|fatto l'amore]] con suo marito andare lo stesso giorno nei templi, ma mai se lo ha fatto con un estraneo. (55, p. 117)
*[[Amicizia]] è uguaglianza. (162, p. 205)
 
;Citato nel secondo libro, ''Esortazione alla filosofia''
{{NDR|[[Giamblico]], ''Vita di Pitagora'', in ''Summa pitagorica'', traduzione di Francesco Romano, Bompiani, Milano, 2006. ISBN 88-452-5592-1}}
*Fatica su queste cose {{NDR|le [[scienza|scienze]]}}, praticale, occorre che tu le ami: esse ti porranno sulle tracce della divina virtù. (10, p. 309)
*Quando tu avrai dominato queste cose, conoscerai la costituzione degli dèi immortali e degli uomini mortali, dove cioè ciascuna <di tali realtà> si sviluppa <liberamente> e dove viene trattenuta; e tu conoscerai, per quanto ti è consentito, che la natura è sempre la medesima, sicché né tu puoi sperare ciò che è insperabile, né alcunché ti rimane nascosto. (11, pp. 309-311)
*Tu conoscerai che gli uomini, quando sono [[sventura|sventurati]], subiscono le sventure che si sono scelte. (12, p. 311)
*Coloro che, da un lato, quando sono vicini ai beni né li guardano né li ascoltano, raramente, dall'altro lato, comprendono come liberarsi dai mali. (13, pp. 311-313)
*Malefica compagna, infatti, colpisce di nascosto l'innata contesa, che non bisogna alimentare, ma fuggire cedendole il passo. (13, p. 313)
*Padre Zeus, tu ci renderai tutti liberi da molti mali se indicherai a noi tutti di quale demone dobbiamo servirci. Ma tu abbi coraggio, perché divino è il genere dei mortali. (14, pp. 313-315)
*Assumi come auriga l'ottima intelligenza che è quella che viene dall'alto [''sc.'' dagli dèi], e se dopo avere abbandonato il corpo giungerai al libero etere, sarai immortale come un dio, non più un uomo mortale. (15, p. 315)
 
{{NDR|[[Giamblico]], ''Vita di Pitagora'', in ''Summa pitagorica'', traduzione di Francesco Romano, Bompiani, Milano, 2006. ISBN 88-452-5592-1}}
 
==Citazioni su Pitagora==