Differenze tra le versioni di "Gérard Calvet"

*La vita contemplativa, alla scuola della liturgia, realizza ciò che il pensiero riflessivo non ha mai saputo fare: utilizzare l'universo secondo un'accurata scelta, dove partecipano il pane e il vino, l'acqua e l'olio, l'incenso e la cera, il canto sacro umile e sontuoso la cui impareggiabile bellezza lascia il posto ai diritti del silenzio; formule antiche, cesellate con un'arte eccelsa che ci rapisce, come con leggeri colpi d'ali, ''per l'amore delle cose invisibili''. (p. 55)
*Se ci fosse chiesto quale sia il carattere più sconvolgente, fra tutti quelli che uno spirito filiale e attento può scoprire nella preghiera della Chiesa, non esiteremmo a indicare il gusto poetico dei suoi canti, la forza e l'esatezza dell'influenza dei suoi sacramenti, la ricchezza dei suoi sacramentali, il contenuto sovranamente efficace dei suoi misteri, che imprimono nelle nostre anime la similitudine del Figlio. (p. 56)
*Quando il canto dell' ''Exsultet'', sgorgante di poesia, si eleva nella notte pasquale il dogma della Redenzione illumina le menti di un bagliore proprio che non è altro se non lo splendore del vero: l' ''Exsultet'', il ''Lauda Sion'', il ''Dies Irae'' sono dogmi cantati che infondono direttamente nell'anima luce e amore. (pp. 62-63)
 
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Utente anonimo