Martha Nussbaum: differenze tra le versioni

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*L'istruzione che io propongo richiede agli insegnanti di fare le cose in maniera diversa. Metterla in pratica comporterebbe grandi cambiamenti nella formazione dei docenti, almeno nella maggior parte dei distretti scolastici degli Stati Uniti e nella gran parte dei paesi del mondo. Richiederebbe anche ai dirigenti scolastici [...] di cambiare lo spirito delle loro scuole. In questi termini, l'istruzione diventa costosa. Ma si tratta, io credo, di costi transitori. In sé non vi è nulla di costoso dopo avere impostato le cose in questo modo: una volta predisposte secondo il nuovo criterio, le cose andranno avanti da sé. Vorrei aggiungere che un tipo di istruzione che coinvolge studenti e docenti e li induce a fare le cose insieme in maniera appassionata, dando spazio alla riflessione e alla fantasia, addirittura riduce i costi poiché limita l'anomia e la perdita di tempo che in genere accompagnano la mancanza di slancio personale (pag. 133).
*L'imperativo della crescita economica ha indotto la maggiorparte dei governi europei a rivedere tutta L'istruzione universitaria – in termini di insegnamento e di ricerca – secondo linee orientate allo sviluppo economico, domandandosi quanto ciascuna disciplina e ciascun ricercatore possano effettivamente contribuire alla crescita economica. Prendiamo la [[Gran Bretagna]]. Fin dall'era [[Margaret Thatcher|Thatcher]], di norma, i dipartimenti umanistici inglesi rendono conto al governo, che finanzia tutte le istituzioni accademiche, dovendo dimostrare come la loro ricerca e il loro insegnamento portino vantaggi economici (pag. 140).
*Le democrazie hanno grandi risorse di intelligenza e di immaginazione. Ma sono esposte ad alcuni seri rischi: scarsa capacità di ragionamento, provincialismo, fretta, inerzia, egoismo e povertà di spirito. L'istruzione volta esclusivamente al tornaconto sul mercato globale esalta queste carenze, producendo un'ottusa grettezza e una docilità - in tecnici obbedienti e ammaestrati - che minacciano la vita stessa della democrazia, e che di sicuro impediscono la creazione di una degna cultura mondiale (pag. 154).
*Di certo i politici hanno obiettivi che non lasciano presagire nulla di buono sulle loro decisioni riguardo all'istruzione superiore. Si devono preparare alle elezioni - per di più in tempi di profondo disagio economico - e hanno bisogno di esibire risultati tangibili, del tipo "Ho generato ''x'' posti di lavoro per lo stato di ''Y''". Risultati meno concreti, come "Ho gettato le basi per la salvaguardia della democrazia nel lungo periodo", rischiano di non pagare alle urne, oggi in particolare, e quindi i politici sono indotti dalla struttura stessa dei loro incentivi a preferire un modello educativo orientato al risultato economico nel breve periodo. Ciò avviene in tutto il mondo (pagg. 158-159).
 
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