Differenze tra le versioni di "Gilbert Keith Chesterton"

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*C'è un aspetto per il quale i matrimoni moderni falliscono quasi certamente: cercano di raggiungere uno scopo impossibile. Il desiderio di venerazione è profondo e insito nella natura umana, ma deve essere diretto a Dio. Avendo perso l'idea di Dio, molti uomini e donne iniziano la loro vita matrimoniale venerandosi l'un l'altro. E così arriva la disillusione. Nessun uomo può essere tutto per sua moglie e nessuna donna può essere tutto per il marito: solo il Dio infinito può essere tutto per l'uomo e per la donna che ha creato per Lui.<ref name=timeabstr>Da un articolo su ''Time's Abstract and Brief Chronicle'', 1905; citato nella postfazione a Gilbert Keith Chesterton, ''La Ballata del Cavallo Bianco'', Raffaelli Editore, Seconda Edizione 2011, a cura di Annalisa Teggi e Marco Antonellini, postfazione di Marica Ferri, p. 172.</ref>
*C'è un grande uomo che fa sentire ogni uomo piccolo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire tutti grandi. (''Charles Dickens'', cap 1)
*C'è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare per l'intelletto. (''L'imputato'', cap 9)
*Chi crede nei miracoli li accetta (a torto o a ragione) perché sono evidenti per lui; chi non ci crede li nega (a torto o a ragione) perché ha una dottrina contro essi. (da ''Ortodossia'', pag. 206)
:Chi crede ai miracoli lo fa perché ha delle prove a loro favore. Chi li nega è perché ha una teoria contraria ad essi. (citato in [[Antonio Socci]], ''[http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=Q0JOQ La Madonna di Lourdes sconvolge gli intellettuali]'', ''Libero'', 19 febbraio 2010)
===[[Explicit]]===
– Eppure nulla potrebbe eliminare l'antagonismo, il fatto che io ho riso di quelle cose e che voi le adoravate. <br /> Il volto di Wayne s'illuminò nell'aurora come una specie di fiamma divina: <br /> -Conosco qualche cosa che attenuerà tale antagonismo, qualche cosa che ci domina dall'esterno e di cui, né voi né io, in tutta la nostra vita, forse non abbiamo fatto il giusto conto. L'essere umano uguale ed eterno attenuerà questo contrasto, giacché egli non vede vero contrasto fra il riso e il rispetto. Parlo dell'uomo, dell'uomo volgare che semplici geni come voi ed io, non possono che adorare come un dio. Nei giorni tetri e tristi, voi e io, il puro fanatico, e il puro satirico, siamo necessari: noi due soli abbiamo rimediato a un gran male; abbiamo innalzato i Quartieri moderni all'altezza di quella poesia che, chi conosce un po' la natura umana, sa che è molto più comune di qualsiasi luogo comune. Ma la gente sana, non conosce questa guerra che ci strazia. Noi siamo i due lobi d'un cervello di agricoltore. Il riso e l'amore sono in tutte le cose: le Cattedrali, costruite in un tempo in cui si amava Dio, sono piene di bestemmie grottesche; la madre non cessa di ridere del suo bambino, l'amante dell'amante, la moglie del marito, e l'amico dell'amico. Auberon Quin, noi siamo rimasti separati per troppo lungo tempo: venite, partiamo insieme. Voi avete un'alabarda, e io ho una spada: partiamo per i nostri viaggi attraverso il mondo, giacché di esso siamo gli elementi essenziali. Venite, è ormai giorno. <br /> Nella cruda luce del mattino, Auberon esitò un momento; poi fece con l'alabarda il saluto regolare, e tutt'e due partirono verso l'ignoto.
 
==''L'imputato''==
*Esiste una strada che collega l'occhio al cuore senza passare per l'intelletto. Gli uomini non litigano sul significato del tramonto; non mettono mai in discussione il fatto che il biancospino dica la cosa migliore e più saggia sulla primavera. (p. 84)
*L'inferno più infernale che l'immaginazione è in grado di concepire è quello in cui interpretiamo sempre il medesimo dramma, senza nemmeno un camerino stretto e sporco in cui essere umani. Questa è la condizione del decadente, dell'esteta, di colui che sostiene o pratica l'amore libero. Trascorrere l'eternità ad affrontare pericoli che sappiamo non possono danneggiarci, a fare voti che sappiamo non possono vincolarci, a sfidare nemici che sappiamo non possono conquistarci: questa è la bonaria tirannia decadente chiamata libertà. (pp. 37-38)
*Le scuole e i saggi più ermetici non hanno mai avuto la gravità che alberga negli occhi di un neonato di tre mesi. La sua è la gravità dello stupore di fronte all'universo, e questo stupore non è misticismo, bensì buonsenso trascendente. Il fascino dei bambini sta nel fatto che con ognuno di loro tutte le cose vengono rifatte, e l'universo rimesso alla prova. Quando camminiamo per strada e sotto di noi vediamo le deliziose teste bulbosa di questi funghi umani, il triplo delle dimensioni che dovrebbero avere in proporzione al loro corpo, dovbremmo sempre ricordarci innanzitutto che ognuna di quelle sfere contiene un universo nuovo fiammante, nuovo quanto era nuovo il mondo il settimo giorno della creazione. In ognuna c'è un nuovo sistema di stelle, nuova erba, nuove città, un nuovo mare. (p. 113)
*Possiamo scalare il cielo e trovare miriadi di nuove stelle, ma ne mancherà sempre una che ancora non abbiamo scoperto: quella su cui siamo nati. (p. 114)
*Prima di passare a visioni e creazioni, possiamo accontentarci di un pianeta di miracoli. (p. 81)
 
==''L'osteria volante''==
*Gilbert Keith Chesterton, ''Il Club dei Mestieri Stravaganti'', traduzione di A. R. Ferrarin, Biblioteca Economica Newton, Roma 1996.
*Gilbert Keith Chesterton, ''Il Napoleone di Notting Hill'', versione, introduzione e note di Gian Dauli, Edizioni Paoline, 1962.
*Gilbert Keith Chesterton, ''L'imputato'', Lindau.
*Gilbert Keith Chesterton, ''L'osteria volante'', versione, introduzione e note di Gian Dauli, Edizioni Paoline, 1962.
*Gilbert Keith Chesterton, ''L'Uomo Eterno'', Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2008.
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