Differenze tra le versioni di "Peter Singer"

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''Le sofferenze inflitte agli animali''
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(''Le sofferenze inflitte agli animali'')
*Le forme di [[allevamento]] intensivo rappresentano una applicazione scientifica e tecnologica dell'atteggiamento secondo cui gli animali sono per noi dei semplici oggetti da usare. Per avere sulla tavola carne a un prezzo contenuto, la nostra società tollera metodi di allevamento che costringono animali dotati della capacità di sentire a vivere ammucchiati in condizioni intollerabili per l'intera durata della loro esistenza.<ref>Da ''Etica pratica'', traduzione di Giampaolo Ferranti, Liguori, Napoli, 1989, p. 63. ISBN 88-207-1688-7</ref>
*Un [[animale]] può soffrire di più proprio a causa della sua limitata capacità di comprensione.<ref>Citato in de Mori, p. 69.</ref>
 
==''Le sofferenze inflitte agli animali''==
*I segni del comportamento e il fatto di sapere che la struttura biologica degli animali è simile alla nostra costituiscono insieme la dimostrazione adeguata che gli animali soffrono. (p. 250)
*Come noi possiamo comprendere il [[comportamento]] del piccolo dell'uomo alla luce del comportamento dell'uomo adulto, così possiamo comprendere il comportamento di altre specie alla luce del nostro (e qualche volta possiamo capire meglio il nostro stesso comportamento alla luce di quello di altre specie). (p. 250)
*Se non c'è giustificazione morale all'ignorare la sofferenza quando è presente — ed essa è presente nelle altre specie — che cosa dire del nostro atteggiamento nei confronti di queste altre specie? [[Richard Ryder]], un altro collaboratore di ''Animals, Men and Morals'',<ref>''Le sofferenze inflitte agli animali'' è una recensione di Singer al libro ''Animals, Men and Morals'' (1973), che costituisce una raccolta di articoli di vari autori contro le crudeltà verso gli animali.</ref> usa il termine ''speciesism'' («[[specismo]]») per definire la nostra convinzione di aver diritto a trattare i membri di altre specie in una maniera che non sarebbe ammessa per i membri della nostra stessa specie. Il termine non ha un suono elegante, ma rende bene le analogie tra questo atteggiamento e il razzismo. Il non razzista farà bene a tenerle presenti quando è portato a difendere il comportamento umano nei confronti dei non umani. «Non dobbiamo preoccuparci della condizione della nostra stessa specie prima di occuparci delle altre?» si chiederà, magari, il non razzista. Se sostituiamo «razza» a «specie» vediamo che si tratta di una domanda che è meglio non porsi. «È adeguata, dal punto di vista della nutrizione, una dieta esclusivamente vegetariana?» è una domanda che richiama alla mente l'argomento del proprietario di schiavi secondo cui lui e tutta l'economia del Sud sarebbero andati in rovina senza il sostegno della manodopera schiava. C'è perfino un parallelo con gli scetticismi e i dubbi circa le sofferenze degli animali, perché secondo alcuni schiavisti c'era da dubitare che i negri soffrissero nella stessa misura dei bianchi. (p. 251)
 
==''Liberazione animale''==
*È soltanto quando pensiamo agli esseri umani come a nulla più che un piccolo sottogruppo di tutti gli esseri che abitano il nostro pianeta, che possiamo renderci conto che, elevando la nostra specie, abbassiamo al contempo lo status relativo di tutte le altre. (p. 247)
 
=== Citazioni su ''Liberazione animale'' ===
*''Liberazione animale'', il libro più importante degli ultimi decenni nel filone animalista. Impossibile prescinderne. Vi è esposta una riflessione densissima su tutte le implicazioni morali poste dalla pretesa umana di disporre della vita degli animali, pretesa che per Singer non ha alcun fondamento etico. [...] ''Liberazione animale'', uscito nel 1975 e continuamente ristampato, ha segnato uno spartiacque, aprendo la stagione dell'animalismo contemporaneo, che oggi comprende un filone – l'antispecismo – che a Singer deve molto, ma che è andato ben oltre le sue concezioni utilitariste. ([[Lorenzo Guadagnucci]])
 
==Bibliografia==
*Barbara de Mori, ''Che cos'è la bioetica animale'', Carocci, Roma, 2007. ISBN 978-88-430-4079-7
*Peter Singer, ''Le sofferenze inflitte agli animali'' (''The sufferings of the Animals''), in ''Comunità'', edizione 170, 1973.
*Peter Singer, ''Liberazione animale'' (''Animal Liberation''), traduzione di Enza Ferreri, a cura di Paola Cavalieri, Il Saggiatore, Milano, 2009. ISBN 88-56-50180-5 ([http://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&printsec=frontcover&#v=onepage&q&f=false Anteprima su Google Libri])
 
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