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:''Noli equi dentes inspicere donati''. (da ''Commentariorum In Epistolam Beati Pauli Ad Ephesios'')
 
*[[Dicearco da Messina|Dicearco]], nei suoi libri sull'antichità greca, riferisce che sotto il segno di Saturno, quando la Terra era ancora spontaneamente fertile, [[Vegetarianismo|nessun uomo mangiava carne]], vivendo tutti di frutti e legumi che crescevano naturalmente. (da ''Adversus Iovinianum''<!--, L. II--><ref>Citato in [[Jean Jacques Rousseau]], ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1971; citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 707. ISBN 88-85944-12-4</ref>)
*Vorrei proprio che mi capitasse quello che Tito Livio dice di [[Marco Porcio Catone|Catone]]: "Alla sua gloria nessuno portò giovamento con le sue lodi, né nocumento con le sue accuse, anche se l'uno e l'altro atteggiamento ebbero ad assumere uomini forniti di altissimo ingegno." Vuole riferirsi a Marco Cicerone e a Gaio Cesare: il primo di loro scrisse le lodi, il secondo le accuse del personaggio appena citato.<ref name="Mazzocato">Citato in Gian Domenico Mazzocato, ''Frammenti'', in [[Tito Livio]], ''Storia di Roma dalla fondazione'', Newton & Compton, Roma, 1997, vol. 6, p. 489. ISBN 978-88-8183-773-1</ref>
 
*Vorrei proprio che mi capitasse quello che Tito Livio dice di [[Marco Porcio Catone|Catone]]: "Alla sua gloria nessuno portò giovamento con le sue lodi, né nocumento con le sue accuse, anche se l'uno e l'altro atteggiamento ebbero ad assumere uomini forniti di altissimo ingegno." Vuole riferirsi a Marco Cicerone e a Gaio Cesare: il primo di loro scrisse le lodi, il secondo le accuse del personaggio appena citato.<ref name="Mazzocato">Citato in Gian Domenico Mazzocato, ''Frammenti'', in [[Tito Livio]], ''Storia di Roma dalla fondazione'', vol. 6, Newton & Compton, Roma, 1997, vol. 6, p. 489. ISBN 978-88-8183-773-1</ref>
 
:''Optarem illud mihi contingere, quod T. Livius scribit de Catone: "Cuius gloriae neque profuit quisquam laudando nec vituperando nocuit, cum utrumque summis praediti fecerint ingeniis." Significat autem M. Ciceronem et C. Caesarem, quorum alter laudes, alter vituperationes supra dicti scripsit viri.'' (da ''Commentarium in Oseam'', Prefazione, III)
 
:''Facis de necessitate virtutem''. (da ''Apologia adversus Libros Rufini'')
 
*Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali [...]. Gesù Cristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l'inizio. Pertanto ora [[Vegetarismo|non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali]]. (da ''Adversus JovinanumIovinianum'', I, 30)
 
*I [[Privilegio|privilegi]] di pochi non costituiscono legge. (da ''Commenti biblici'')
:''Privilegia paucorum non faciunt legem''. (''Jonam'')
 
*Ogni giorno lacrime, ogni giorno gemiti, condannato in compagnia solo di scorpioni e di belve. (citato<ref>Citato in ''Corriere della seraSera'', 25 ottobre 2008).</ref>
 
*Non plausi ma lacrime e sospiri. (citato<ref>Citato in [[Guglielmo Audisio]], ''Lezioni di eloquenza sacra'', Giacinto Marietti, Torino, 1870).</ref>
:''Non plausus sed lacrymas et suspiria''