Differenze tra le versioni di "Mahatma Gandhi"

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==''Il mio credo, il mio pensiero''==
===[[Incipit]]===
Vorrei dire ai diligenti lettori dei miei scritti e agli altri che vi fossero interessati che non mi curo affatto di apparire coerente. Nella mia ricerca della Verità, ho abbandonato molte idee e imparato molte cose nuove. Per vecchio che sono, sento di non aver affatto smesso di crescere interiormente né che la mia [[crescita]] si fermerà con la dissoluzione della carne. La mia sola preoccupazione è di obbedire con prontezza al richiamo della Verità, che è il mio Dio, momento per momento, e perciò, se mai qualcuno dovesse trovare dell'incoerenza tra due miei scritti qualsiasi, se avrà ancora fede nella mia lucidità, farà bene a scegliere l'ultimo dei due sullo stesso argomento.
 
===Citazioni===
*[[John Ruskin]] è stato un gran scrittore [...]. Suppongo che la maggior parte dei membri dell'ashram sappiano che uno dei suoi libri {{NDR|''Unto This Last''}} ebbe grande influenza su di me e fu questo libro che mi spinse a cambiare in modo significativo la mia vita, praticamente all'istante.<br />[...] ciò che Ruskin ha spiegato con la sua prosa erudita e raffinata ai lettori inglesi, racchiude praticamente le stesse idee che noi discutiamo col nostro linguaggio grossolano e che stiamo cercando di mettere in pratica. Io qui non sto paragonando due linguaggi, ma due scrittori. Non posso nemmeno sperare di eguagliare la padronanza di linguaggio di Ruskin, ma arriverà un giorno in cui l'amore per la nostra lingua diventerà universale e avremo scrittori come Ruskin che dedicheranno se stessi, cuore e anima, a questo scopo e che scriveranno in vigoroso gujarati come l'inglese di Ruskin. (28 marzo 1932, p. 114-115)
*Oggi l'Italia e l'Europa intera venerano quest'uomo. In Italia è considerato come uno degli uomini più grandi. Era un uomo devoto e religioso, né egoista né orgoglioso. La povertà era per lui un ornamento. Considerava le sofferenze altrui come le sue. Ci sono davvero pochi esempi nel mondo in cui un uomo, da solo, ha portato tanto sollievo morale al suo paese, grazie alla sua forza di pensiero e alla sua estrema devozione, durante tutta la sua vita. Tale fu [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], l'unico. (22 luglio 1905, p. 117)
*Le apparenti contraddizioni nella vita di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]] non sono un'infamia o un segno di fallimento. Esse significano l'errore di chi osserva. [[Ralph Waldo Emerson|Emerson]] ha detto che una sciocca [[coerenza]] è lo spauracchio di una mente limitata.<ref>Cfr. [[Ralph Waldo Emerson]]: «Una stupida coerenza è l'ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha, semplicemente, nulla a che fare. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e dite domani quello che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto ciò possa essere in contraddizione con qualunque cosa abbiate detto oggi».</ref> Saremmo completamente perduti se cercassimo di vivere mostrando che non vi è stata nessuna [[contraddizione]] nel corso della nostra vita. Cercando di vivere in quel modo, dovremmo ricordare ciò che abbiamo fatto ieri e armonizzare così le nostre azioni odierne con quelle di ieri; cercando di preservare un'armonia tanto forzata, dovremmo ricorrere alla non verità. Il modo migliore è quello di seguire la verità per come la si vede al momento. Se progrediamo giorno dopo giorno, perché dovremmo preoccuparci se gli altri vedono in noi delle contraddizioni? (16 settembre 1928, p. 127)
*Non è che nessuno abbia mai detto ciò che disse Tolstoj, ma il linguaggio di Tolstoj era magico, egli agiva proprio come predicava. Egli, abituato alle comodità del benessere, cominciò a lavorare fisicamente. Lavorava in una fattoria o faceva altri lavori per otto ore al giorno. Purtuttavia non rinunciò all'opera letteraria. Infatti, dopo aver iniziato il lavoro fisico, l'opera letteraria si fece più massiccia. Fu durante il tempo libero, in questo periodo di ''yajna'', che scrisse quello che descriveva come il suo lavoro più importante, ''[[Lev Tolstoj#Che cosa è l'arte?|Cos'è l'Arte?]]'' La fatica fisica non influì sulla sua salute, ed era convinto di affinare il proprio intelletto. Gli studiosi della sua opera testimonieranno che era vero. (16 settembre 1928, p. 128)
*Non esiste una civiltà [[Occidente|occidentale]] o europea, ma esiste una civiltà moderna che è puramente materiale. (14 ottobre 1909, p. 274)