Differenze tra le versioni di "Maurizio Ferraris"

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*L'[[uomo|umanità]] deve salvarsi, e certo mai e poi mai potrà farlo un Dio. Occorrono il sapere, la verità e la realtà. Non accettarli, come hanno fatto il postmoderno filosofico e il populismo politico, significa seguire l'alternativa, sempre possibile, che propone [[I_fratelli_Karamàzov#Il_Grande_Inquisitore|il Grande Inquisitore]]: seguire la via del miracolo, del mistero e dell'autorità.
 
{{intestazione|1=''Manifesto del nuovo realismo'', Laterza, Bari 2012<ref>Contro questo libro è uscito a cura di [[Donatella Di Cesare]], [[Corrado Ocone]] e [[Simone Regazzoni]], ''Il nuovo realismo è un populismo'', Il nuovo Melangolo, Genova 2013, le cui tesi sono così riassunte in una frase in una recensione: ''Ricapitolando: il nuovo realismo è un provincialismo, un narcisismo, un illusionismo e un antiberlusconismo. Ed è, recita il titolo, un populismo, ossia «una banalizzazione del pensiero che mira a riscuotere il consenso del vasto pubblico»''. Guido Vitiello, ''[http://lettura.corriere.it/il-nuovo-realismo-in-filosofia-un-film-gia-visto-e-doppiato-male/ Il nuovo realismo in filosofia? Un film già visto e doppiato male]'', "Corriere della sera.it", s.d. ma maggio 2013.</ref>.}} - ISBN 978-8842098928
 
* "Il [[postmodernismo]] ha trovato una piena realizzazione politica e sociale. Gli ultimi anni hanno infatti insegnato una amara verità - e cioè che il primato delle interpretazioni sopra i fatti, il superamento del mito della oggettività si è compiuto, ma non ha avuto gli esiti emancipativi profetizzati dai professori. (...) Il mondo vero certo è diventato una favola, anzi (...) è diventato un ''[[reality]]'', ma l'esito è stato il [[populismo]] mediatico, un sistema nel quale (purché se ne abbia il potere) si può pretendere di far credere qualsiasi cosa. Nei telegiornali e nei [[talk show]] si è assistito al regno del "''Non ci sono fatti, solo interpretazioni''", che - con quello che purtroppo è un fatto non una interpretazione - ha mostrato il suo significato autentico: "''La ragione del più forte è sempre la migliore''"" (pp. 5-6).
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