Differenze tra le versioni di "Vincenzo Martucci"

m
nessun oggetto della modifica
m
m
 
* Lleyton il selvaggio, McHewitt, il nuovo Connors: paragonatelo a John McEnroe il moccioso oppure al gladiatore [[Jimmy Connors|Jimbo]], chiamatelo come vi pare, guardatelo come un guerriero piuttosto che come un tennista, applauditelo soprattutto per le gambe e per il cuore, odiatelo per come porta a tutti i costi a casa la partita, fischiatelo perché offende il pubblico della sua citta' ("''Che stupidi!''") o un giudice di sedia a Wimbledon ("''Sembri un handicappato!''") oppure perché si dimostra razzista verso l'avversario e il giudice di linea – entrambi di colore – agli Us Open, ma non potrete negargli il rispetto. Perché il biondino di Adelaide con il cappellino da ciclista e la mascella dura alla Braccio di Ferro non deluderà mai lo spettatore.<ref name=lleyton/>
* {{NDR|Su Federer}} Ma la cosa che sorprende di più in questo gentleman del tennis, che non urla e non protesta, non perde la calma e non fa scenate, cancellando certi brutti atteggiamenti che aveva da junior, non è la capacità di coprire ogni porzione di campo e di effettuare ogni tipo di colpo, non è la facilità con cui doma la potenza e la resistenza dei supermen della racchetta. Quello che meraviglia è la sua meraviglia, il suo rispetto per avversari che spesso ridicolizza.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/ottobre/04/Federer_perfetto_voto_10_ga_10_0410043752.shtml Federer perfetto: voto 10]'', ''Gazzetta dello Sport'', 4 ottobre 2004.</ref>
* Macché mononucleosi<ref>All'inizio del 2008 Federer ha accusato una leggera forma di [[w:Mononucleosi infettiva|mononucleosi]], che ne ha condizionato pesantemente il rendimento.</ref>. Macché crisi d'appagamento. Macché problemi con la fidanzata-manager. Macché rosso-patia. Il bubbone che tormenta lo zigomo a Roger Federer, l'allarme rosso che avvampa in questi 5 mesi di tormenti dopo 4 anni di trionfi, è la Nadalite.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/maggio/19/Federer_malato_Soffre_Nadalite_ga_10_080519024.shtml Sì, Federer è malato Soffre di Nadalite]'', ''Gazzetta dello Sport'', 19 maggio 2008.</ref>
* Perché Lleyton non si fa prendere dai sentimenti non s'emoziona di certo davanti allo svedese (più giovane di 16 mesi) che ha anticipato di tre anni fra i pro, che ha allenato personalmente, spesso sul cemento di casa, ad Adelaide, e che ha accompagnato spesso a cena, in famiglia e nei tornei. Niente di personale, ma è troppo forte l'inesauribile voglia di vincere di Lleyton il selvaggio, stoppato da un virus e anche dall'enorme sforzo psico-fisico che deve sempre fare per contrastare, senza un braccio sopraffino, i supermen del tennis.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/settembre/12/Hewitt_tornato_cacciatore_ga_10_0409126619.shtml Hewitt è tornato cacciatore]'', ''Gazzetta dello Sport'', 12 settembre 2004.</ref>
* Perché Roger Federer è talmente diverso nella sua bellezza, talmente moderno e insieme classico, e quindi antico, che è l'unico campione a essere l'allenatore di se stesso. L'unico che non impone il proprio gioco – come altri dominatori del passato, da [[Björn Borg|Bjorn Borg]] a [[Ivan Lendl]] a Pete Sampras – ma è ancora più superiore e completo perché interpreta colpo su colpo nel modo migliore, quello ideale, più semplice apparentemente ma non per questo più facile tecnicamente, e propone all'avversario difficoltà enormi da superare. Come ben sanno gli avversari, soprattutto gli ultimi, massacrati sul cemento di New York insieme al loro blasone: dall'asso della risposta, [[Andre Agassi|Agassi]], al campione della volée, [[Tim Henman|Henman]], al guerriero Hewitt. Come ben sa lui che, dovendosi paragonare a un calciatore, sceglie non a caso il campione della leggerezza: [[Zinedine Zidane]].<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/settembre/14/Federer_extraterrestre_ga_10_0409145661.shtml Federer l'extraterrestre]'', ''Gazzetta dello Sport'', 14 settembre 2004.</ref>