Differenze tra le versioni di "Trapianto"

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==Citazioni==
*Che cosa, in effetti, può trattenere un essere umano da un gesto di solidarietà che, oltretutto, non "costa" nulla, visto che ciò che viene donato non ha più, per il donatore, alcuna utilità? Ho formulato apposta la domanda in un modo così semplicistico e brutale per suggerire che la risposta - non dico la giustificazione - è da cercare su un piano che non è né quello della conoscenza razionale né, tantomeno, quello del buon senso. A nessuno di noi, credenti o non credenti, è estraneo il sogno della resurrezione dei corpi: un sogno che non riguarda tanto il nostro, di corpo (del quale, del resto, è difficile se non impossibile immaginare la non - più - esistenza), quanto quello delle persone che abbiamo amato e che non ci sono più. Fra credenti e non credenti c'è, in questo, una sola anche se, certamente, essenziale differenza: che ciò che per i secondi è un sogno, per i primi è una speranza o, almeno, la volontà di una speranza. E io credo che da questo sogno o da questa speranza discenda il desiderio struggente di "salvare" non, ripeto, il proprio corpo, ma quello dei propri cari appena scomparsi, di difenderne l'integrità, di sentire come un ulteriore strazio, come un'ulteriore separazione, come un'ulteriore perdita il fatto che esso venga immediatamente - e, come la scienza e la tecnica esigono, a morte cerebrale accertata, ma a cuore ancora battente - lacerato, diminuito, privato di sé. ([[Giovanni Raboni]])
*Ci sono centinaia di persone morte ogni anno per mancanza di organi, tutto il resto sono cazzate.<ref name=cele>Il monologo di Celentano sui trapianti d'organo e sulla legge italiana del "silenzio-assenso", pronunciato in diretta televisiva nel corso della trasmissione ''125 milioni di caz..te'' il 26 aprile 2001, è stato oggetto di numerose critiche nei giorni successivi, come quelle arrivate da Alberto Castagna, Umberto Veronesi e Fabio Fazio (che ha ironizzato sul nome della trasmissione). Celentano ha poi precisato con un intervento successivo la sua posizione sull'argomento dichiarandosi favorevole alla donazione d'organi ma contario alla legge italiana del silenzio-assenzio.</ref> ([[Fabio Fazio]])
*Come credente e come persona che nella sua etica soggettiva pone la vita al primo posto non posso non reputare la donazione degli organi una straordinaria azione d'amore. Per chiarire questo equivoco nella prossima puntata del mio programma tornerò su questo argomento ribadendo entrambi i punti, la mia contrarietà a questa legge e il mio assoluto sostegno alla donazione.<ref name=cele/> ([[Adriano Celentano]])
*Certamente il trapianto è una forma di carità; cristiana o no, è sempre una forma bella di donazione. Ma a patto che ci sia una donazione spontanea: solo così io la accetto. Il trapianto come forma di donazione spontanea, volontaria, consapevole, resta il meglio di ogni altra cosa. Il dubbio è sul silenzio-assenso.
*{{NDR|Sulla legge italiana dei trapianti d'organo}} Il rischio è che funzioni più il silenzio che l'assenso. E quindi, c'è il serio rischio che ci sia l'espianto senza il consenso, senza una qualche forma di consenso, il quale è assolutamente necessario. Del resto io vedo male i trapianti in generale. Li vedo male come un qualche cosa di negativo. [...] Sento che può essere la causa che può attirare una catena senza fine di crimini.
*Toglierei la concupiscenza di vivere dai nostri poveri organi, perchè sono concupiti e strappati - e lo saranno sempre più - a dei viventi. Questo è il rischio: col trapianto gli organi vengono espiantati non a quanti sono o non sono morti - questo è un altro problema, e anche molto grave - ma a dei viventi viventi, a dei viventi sani: è questo è il punto tragico.
 
===[[Stefano Lorenzetto]]===
*Il trapianto di un tessuto o di un organo da un morto a un vivente non è trapianto da un uomo ad un altro uomo; il morto era un uomo, ma ora non lo è più.
*In generale, non dovrebbe essere permesso ai medici procedere all'espianto o altri interventi sopra un cadavere senza un accordo con coloro che sono i depositari dello stesso, e forse persino contro le obiezione preventivamente formulate dall'interessato. [...] D'altra parte, è necessario educare il pubblico e spiegargli con intelligenza erispetto che acconsentire espressamente o tacitamente a seri interventi contro l'integrità del cadavere, nell'interesse di quelli che soffrono, non offende la pietà che si deve al defunto, se per quello si hanno fondate ragioni. Questo consenso che può, nonostante tutto, significare una sofferenza e un sacrificio per i parenti prossimi, possiede però l'aureola della carità misericordiosa verso i fratelli che soffrono.
*Prima di affrontare il tema propriamente detto, ci sia permesso di fare due osservazioni di carattere più generale. La terminologia che appare nelle "memorie" e nei testi stampati distingue "autoinnesto", trapianti di tessuto da una parte all'altra del corpo dello stesso individuo; "omoinnesto", trapianti di tessuto da un individuo ad un altro della stessa specie (cioè in questo caso da uomo a uomo); "eteroinnesto", trapianti di tessuto tra due individui di specie differenti (cioè, qui, tra un animale e un organismo umano). Quest'ultimo caso esige alcune precisazioni dal punto di vista religioso e morale. Non si può dire che tutti i trapianti di tessuto (biologicamente possibili) tra individui di specie differenti sia moralmente condannabili; però non è neanche certo che nessun trapianto eterogeneo, biologicamente possibile, sia proibito o che non possa offrire alcuna obiezione. Bisogna distinguere ogni caso concreto, ed esaminare quale tessuto o quale organo si tratta di trapiantare. Il trapianto - nell'uomo - di ghiandole sessuali animali, si deve rifiutare come immorale, al contrario, il trapianto di cornea da un organismo non umano a uno umano non introdurrebbe nessuna difficoltà morale, se fosse biologicamente possibile e indicata.
 
===[[Slogan]]===
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