Martha Nussbaum: differenze tra le versioni

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*La conoscenza non è garanzia di un buon comportamento, ma l'ignoranza lo è quasi certamente di uno cattivo (pag. 96).
*Un buon insegnamento richiede di abituare i bambini e i ragazzi a vedere come la storia viene costruita a partire da fonti e testimonianze di vario tipo, a valutare i dati a disposizione, e ad imparare ad affrontare differenti narrazioni storiche. La discussione in classe su ciò che si è imparato deve essere alimentata da spirito critico; quando si studiano la storia e l'economia di una cultura, devono fioccare le domande sulle differenze di potere e di opportunità, sul ruolo delle donne e delle minoranze, sui meriti e i difetti delle diverse strutture di organizzazione politica (pag. 104).
*I bambini devono apprendere che la sensibilità non è effeminatezza, e che virilità non significa non piangere, non condividere le pene dei poveri o degli esclusi. Questo insegnamento non può essere impartito semplicemente dicendo: "Abbandonate le vostre vecchie idee di virilità". Può essere promosso solo da una cultura che sia ricettiva tanto nei contenuti quanto nello stile pedagogico, in cui, non lo si ripeterà mai abbastanza, la disponibilità all'amore e alla compassione devono permeare tutto lo sforzo educativo (pag. 126).
*L'istruzione che io propongo richiede agli insegnanti di fare le cose in maniera diversa. Metterla in pratica comporterebbe grandi cambiamenti nella formazione dei docenti, almeno nella maggior parte dei distretti scolastici degli Stati Uniti e nella gran parte dei paesi del mondo. Richiederebbe anche ai dirigenti scolastici [...] di cambiare lo spirito delle loro scuole. In questi termini, l'istruzione diventa costosa. Ma si tratta, io credo, di costi transitori. In sé non vi è nulla di costoso dopo avere impostato le cose in questo modo: una volta predisposte secondo il nuovo criterio, le cose andranno avanti da sé. Vorrei aggiungere che un tipo di istruzione che coinvolge studenti e docenti e li induce a fare le cose insieme in maniera appassionata, dando spazio alla riflessione e alla fantasia, addirittura riduce i costi poiché limita l'anomia e la perdita di tempo che in genere accompagnano la mancanza di slancio personale (pag. 133).
*L'imperativo della crescita economica ha indotto la maggiorparte dei governi europei a rivedere tutta L'istruzione universitaria - in termini di insegnamento e di ricerca - secondo linee orientate allo sviluppo economico, domandandosi quanto ciascuna disciplina e ciascun ricercatore possano effettivamente contribuire alla crescita economica. Prendiamo la [[Gran Bretagna]]. Fin dall'era [[Margaret Thatcher|Thatcher]], di norma, i dipartimenti umanistici inglesi rendono conto al governo, che finanzia tutte le istituzioni accademiche, dovendo dimostrare come la loro ricerca e il loro insegnamento portino vantaggi economici (pag. 140).
 
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