Differenze tra le versioni di "Luigi Silori"

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===''I fratelli''===
Ogni volta che sento in bocca questo sapore di sangue, mescolato all'aceto che il Ganassa mette sempre nella spugna per tirarmi su in quei rapidissimi sessanta secondi; ogni volta che, verso la fine dell'incontro, mi fanno male gli zigomi e le tempie, e le palpebre sono gonfie di lacrime rientrate e di sangue pestato, non posso fare a meno di pensare a Franco. Lui, anche se fatica e si impegna nel suo mestiere, non ha mai la faccia tumefatta e i muscoli delle braccia e dello stomaco tutti indolenziti per giorni e giorni, come succede a me. Lui non si alza alle sei del mattino [...]. Io e Franco siamo fratelli quasi coetanei, eppure le nostre sorti sono così diverse ...
 
===''Prendine mille e una''===
Più volte, nella preparazione di questo libro, mi sono chiesto quale effetto potesse avere oggi, in un momento in cui i movimenti femminili stanno conducendo le loro lotte. Monsignor Della Casa scriveva la sua ''Quaestio lepidissima: an uxor sit ducenda'' più di quattro secoli fa e l’indirizzava a lettori che certamente non avevano il più piccolo sentore di una questione femminile, neppure tra le cose di là da venire. In più, egli si rivolgeva agli uomini per una serie di motivi il principalissimo dei quali era che, nel Cinquecento, in Italia (e anche fuori, del resto), le donne non sapevano leggere.
 
== Citazioni su Luigi Silori ==
*Luigi Silori, ''Le «case» di guerra – La «casa chiusa» di Atene'', in L. Silori, [[Giancarlo Fusco]], [[Alberto Bevilacqua]], [[Dino Buzzati]], [[Mino Maccari]], [[Mario Soldati]], [[Cesare Zavattini]] e altri, ''Quando l'Italia tollerava'', Canesi Editore, 1965
*Luigi Silori, ''I fratelli''; in L. Silori, [[Giovanni Arpino]], [[Italo Calvino]], [[Alberto Bevilacqua]], [[Manlio Cancogni]], [[Libero Bigiaretti]], [[Domenico Rea]] e altri, ''Racconti di sport'', Garzanti, 1974.
*Luigi Silori, ''Prendine mille e una'', Guida Editori, 1976.
 
==Note==
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