Differenze tra le versioni di "Publio Terenzio Afro"

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===Citazioni===
*L'ossequio ti genera amici, la [[verità]] odio. (68)
:''Obsequium amicos, veritas odium parit.''
*I [[lite|litigi]] tra gli [[innamoramento|innamorati]] completano l'amore. (555)
:''Amantium irae amoris integratio est.''
*Il mio [[prossimo]] per me è me stesso. (IV, I, 637)
:''Proximus sum egomet mihi''.
*Io sono Davo, non sono Edipo. (I, 3, 194, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 521)
:''Davus sum, non Oedipus''.
*Quando la mente è presa dal [[dubbio]] viene spinta qua e là da un impulso leggerissimo. (I, 5)
 
==''Eunuchus''==
*È da saggi provare tutte le vie prima di arrivare alle armi. (789)
:''Omnia prius ecperiri quam armis sapientem decet''.
*Senza Cerere e Bacco, [[Venere]] è gelata. (IV, 6, 731)
:''Sine Cerere et Libero'' (non ''Baccho'') ''friget Venus''.
 
==''Heautontimoroumenos'' (Il punitore di se stesso)==
*Sono un [[uomo]] e nulla di ciò che è umano mi è estraneo. (I, 1, 77<ref>Citato in Françoise Waquet, ''Latino. L'impero di un segno (XVI-XX secolo)'', traduzione di Alessandro Serra, Feltrinelli, Milano, 2004, [http://books.google.it/books?id=Z3U7wSJrJDUC&pg=PA293 p. 293]. ISBN 88-07-10370-2</ref>)
*''Homo sum: nihil humani mihi alienum puto''. (I, 1, 25)
:''[[w:Homo sum, humani nihil a me alienum puto|Homo sum, humani nihil a me alienum puto]]''.
:Io sono un uomo e non considero nulla che sia umano estraneo a me.
:Io sono un uomo, e non ritengo nulla di umano estraneo a me.
:Sono un uomo: di ciò che è umano nulla reputo a me estraneo.
:Sono un uomo: niente di ciò che è umano considero estraneo a me.
:Sono un uomo: nulla che capiti ad un uomo lo considero a me estraneo.
:Sono un uomo; nulla, che sia umano, mi è estraneo.
:Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
*Il tempo libera l'uomo dagli affanni. (422)
:''Diem adimere aegritudinem hominibus''.
*Terenzio, ''L'Andria'', traduzione di Luisa Bergalli, appresso Cristoforo Zane, Venezia, 1735.
 
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