Differenze tra le versioni di "Luigi Silori"

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==Citazioni==
*[[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]] fu nominato professore di ruolo di ''Storia della Letteratura italiana moderna e contemporanea'' nel 1942. Credo che allora quella di Ungaretti fosse l'unica cattedra di ruolo di questo insegnamento in Italia. ([...)] La nascita di questa cattedra era stata contrassegnata da un'etichetta, per la verità, un po' sciagurata; era infatti stato nominato professore di ruolo ''per chiara fama'' in base ad una legge che risaliva al Risorgimento. [...] Del resto, pochi potevano vantare una fama ''chiara'' come quella di Ungaretti. Di questo tutti noi, che ruotavamo attorno alla sua cattedra, eravamo convinti. Eppure [...] presto molte nubi, più o meno cupe, si addensarono sulla cattedra di Ungaretti a Roma.<ref> AA.VV. '''Ungaretti e la cultura romana''', capitolo su ''Ungaretti professore: una cattedra difficile'', di Luigi Silori, 1983, Bulzoni Editore</ref>
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
 
===''I fratelli''===
Ogni volta che sento in bocca questo sapore di sangue, mescolato all'aceto che il Ganassa mette sempre nella spugna per tirarmi su in quei rapidissimi sessanta secondi; ogni volta che, verso la fine dell'incontro, mi fanno male gli zigomi e le tempie, e le palpebre sono gonfie di lacrime rientrate e di sangue pestato, non posso fare a meno di pensare a Franco. Lui, anche se fatica e si impegna nel suo mestiere, non ha mai la faccia tumefatta e i muscoli delle braccia e dello stomaco tutti indolenziti per giorni e giorni, come succede a me. Lui non si alza alle sei del mattino ([...)]. Io e Franco siamo fratelli quasi coetanei, eppure le nostre sorti sono così diverse ...
 
== Citazioni su Luigi Silori ==
*Nella ''paleo-TV'' (anni '50 e '60), le rubriche librarie hanno un atteggiamento pedagogizzante verso il pubblico, tipico di tutta la televisione di quegli anni. ([...)] Nasce la figura del divulgatore di libri e assume le sembianze di Luigi Silori, ex assistente di [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], docente di letteratura italiana contemporanea nell'ateneo genovese, come tiene a precisare il ''Radiocorriere'': «Viene dalle fila della cultura universitaria, ma non ritiene illegittima questa partecipazione della letteratura alla vita, questa riscoperta comunicazione tra l'uomo e il suo libro». Le trasmissioni di Silori sono delle sfilate, delle passerelle di uomini e libri; è anche l'unico conduttore di trasmissioni sui libri cui sia concesso il privilegio di frequentare il palinsesto serale. ([[Aldo Grasso]])
*Silori è, sì, una maschera del video, una voce radiofonica, uno dei pochi ''caseurs'' acuti e arguti della nostra società letteraria, ma è anche un uomo ([...)] che ha molto sofferto, il reduce da un tristo lager, lo scampato alla morte per poco, un uomo di studi che si porta appresso come riserva un ''homo ludens'', un amatore competente di jazz, un pianista e un intellettuale fine, un padre ansioso e tenero. ([[Libero Bigiaretti]])
*Silenzio, comincia la trasmissione. Appare sul teleschermo un signore giovialotto, cordialotto, il Luigi Silori di cui sopra. Presso di lui c'è la simpatica attrice Carla Bizzarri, pronta a dare la mano. Silori, con voce baritonale: "Cominciamo col libro della settimana. Questa volta è un libro di viaggi. Va a ruba. Ha un successo di vendita strepitoso. Eccolo qua." Prende dalla scrivania un volume, lo esamina, lo mostra ai telespettatori. Con voce baritonale: "S'intitola ''Orario generale delle Ferrovie dello Stato''". È un'operetta preziosa, che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualsiasi persona colta; si raccomanda per la sua veste e il suo contenuto, e non soltanto ai bibliofili, ai cultori del libro come oggetto d'arte. Ma del resto, adesso parleremo con l'editore che abbiamo voluto ospite nostro questa sera perché ci parli di questa sua creatura."<br/> Entra il signor Pozzo (o il signor Grippaudo). Silori, con voce baritonale: "Caro Pozzo (o: caro Grippaudo), noi vorremmo sapere da lei quali sono gli intendimenti artistici perseguiti da questa fortunata opera letteraria." "Le dirò, riguarda lo sviluppo della cultura differenziata da caso a caso." [...] "E mi dica, i ritardi?" "I ritardi no, non sono indicati. C'è comunque un'edizione integrale e ci sono delle edizioni ridotte." "Direi quasi regionali. A carattere etnografico?" "Direi di sì. Direi di sì." "Ed è un libro che va molto?". "Direi che è una delle opere più vendute." "Un ''best seller'', insomma.". ([[Achille Campanile]])
 
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