Differenze tra le versioni di "Vincent van Gogh"

lascio anche questa (vedi campo oggetto precedente)
(sposto in su (occorrerebbe una fonte secondaria, ma già così è verificabile se uno ha i libri delle lettere, visto che c'è la data precisa); sposto le altre senza fonti in disc.)
(lascio anche questa (vedi campo oggetto precedente))
*Più divento dissipato, malato, vaso rotto, più io divento [[artista]], creatore... con quanta minor fatica si sarebbe potuto vivere la vita, invece di fare dell'arte.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 29 luglio 1888; citato in Serena Zoli, Giovanni B. Cassano, ''E liberaci dal male oscuro'', TEA, Milano, 2009, p. 478. ISBN 978-88-502-0209-6</ref>
*Se torni nello studio ti accorgerai subito, credo, che ho sempre avuto in mente il piano riguardante le figure di lavoratori in litografia, anche se non ne parlo tanto. Ho un seminatore, un mietitore, una lavandaia, una operaia di miniera, una sarta, uno che scava, una donna con la pala, l'orfana, un ragazzo con una carriola di letame e altro ancora. (da una lettera al fratello; citato in Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'')
*Siamo tanto attaccati a questa vecchia vita perché accanto ai momenti di tristezza, abbiamo anche momenti di gioia in cui anima e cuore esultano – come l'allodola che non può fare a meno di cantare al mattino, anche se l'anima talvolta trema in noi, piena di timori. (''lettera al fratello Theo'', 30 maggio 1877)
*Una cosa resta – la fede – si sente istintivamente, ché moltissimo si cambia e che tutto si cambierà: siamo nell'ultimo quarto di un secolo che nuovamente finirà con una grandiosa rivoluzione. Ma anche supponendo che alla fine della nostra vita noi ne vedremo l'inizio, sicuramente non vedremo i tempi migliori dell'aria pura e del rinnovamento di tutta la società dopo questa grande tempesta. (da una lettera al fratello; citato in Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'')