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*Con le Upaniṣad s'era fatta strada l'idea di un Dio unico, assoluto, [[Brahman]], del quale quelle che noi consideriamo le molte divinità del pantheon indiano sono solo manifestazioni fenomeniche. ([[Gabriele Mandel]])
*È indubbio comunque che nelle Upaniṣad si assiste a un tendenziale deprezzamento della conoscenza attraverso le opere e a una parallela esaltazione di una conoscenza scissa da ogni atto. È la prima gnosi, modello di ogni altra. Ma sarebbe ingenuo e incongruo pensare che agli autori dei Brahmana tale distinzione non fosse già chiara, quasi fossero superstiziosi artigiani liturgici, ignari di metafisica. ([[Roberto Calasso]])
*Le ''Upanishad'' dicono che il mondo è illusorio, la materia è illusoria, ma solo dopo cinquemila anni la scienza può fare la stessa affermazione. Le ''Upanishad'' affermano che in profondità l'energia è consapevole: la scienza impiegherà altri cinquemila anni. Il misticismo è un salto, la scienza un movimento molto lento. ([[Osho Rajneesh]])
*Le ''Upaniṣad'' narrano dell'alba della coscienza umana. L'uomo prende coscienza di se stesso e tramite questo atto diventa cosciente della sua solitudine e del modo di superarla. Il suo non è semplicemente il desiderio dell'altro, nemmeno di un altro simile a sé o a una parte di sé, ma un dinamismo verso la pienezza del Sé, l'integrazione del Sé con l'intero universo. ([[Raimon Panikkar]])
*Le ''Upaniṣad'' sono la fase quarta o finale del processo e sono note quindi come ''Vedānta'' o "fine dei Veda". Rappresentano il culmine mistico e filosofico dei ''Veda''. Contengono gli insegnamenti dei grandi maestri che indicano il cammino della liberazione (''mokṣa''). ([[Raimon Panikkar]])
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