Differenze tra le versioni di "Sifilide"

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*Il male cosiddetto francese non accorcia la vita quando si è capaci di guarirne; lascia solo delle cicatrici. Ma di queste ci si consola facilmente pensando che ce le si è procurate col piacere, come i soldati si compiacciono dei segni delle ferite. ([[Giacomo Casanova]])
*La civilizzazione marcia di pari passo con la sifilide. ([[James V. Hart]])
*La [[felicità]] non è ereditaria, la lue<ref>Altro nome con cui è nota la sifilide.</ref> sì, il [[tumore|cancro]] forse. ([[Marcello Marchesi]])
*Le malattie veneree più gravi sono la sifilide e la blenorragia. Colpiscono la pelle, le mucose, gli organi interni, cagionando malattie talvolta mortali. (dal ''{{Source|Libretto personale Regio Esercito Italiano/Malattie veneree|Le malattie veneree|Libretto personale del Regio Esercito Italiano}}'')
*Nella società dell'avvenire, i padri potranno trasmettere ai figli soltanto il cancro e la sifilide. ([[Mario Missiroli]])
*Si tratta piuttosto di una infezione. Che deve interessare la medicina. Ci troviamo in presenza di una recrudescenza di quel triste fenomeno che si chiamava "il complesso del sifilitico". Ben noto ai medici ed ai trattati di medicina del primo Novecento. Quando la sifilide imperversava e faceva veramente paura. Il cosiddetto "mal francese" (Syphillis sive de morbo gallico suonava il titolo del famoso poemetto cinquecentesco di Girolamo Fracastoro: mentre i francesi ne davano la colpa ai napoletani e tutti insieme agli abitanti dell'America, appena scoperta) il mal francese, dicevo rappresentava un incubo per ogni persona, per ogni famiglia. Pare che il nonno di quel tale sia morto non già di polmonite, ma di sifilide, si sussurrava. Pare che anche sua sorella, quella che dicono suicidata, fosse affetta da quel venereo male, si insinuava sottovoce. Si diceva ancora, - e i libri di medicina lo raccontavano - che il sifilitico vero e proprio, nell'ansia di vendicarsi del mondo, lasciava in giro di nascosto, da vero untore, delle tracce fisiologiche - vuoi liquide, vuoi solide - della sua malattia. ([[Beniamino Placido]])
*Sifilide, paura della "malattia vergognosa". Trasmessa per contagio genitale, per contatto sessuale con "femmine da coito impuro", era considerata morbosa per il corpo e peccaminosa per l'anima. Era non solo una infermità, ma anche una colpa, cui corrispondeva la paura di perdere la vita terrena e anche la vera vita nell'oltretomba. ([[Giorgio Cosmacini]])
 
==Note==
<references/>
 
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